Haruki Murakami, scrittore giapponese che ha conquistato il mondo

Molti dei libri di Haruki Murakami hanno raggiunto lo stesso successo di vendite di Harry Potter. I suoi personaggi enigmatici, i mondi surreali e la delicatezza delle emozioni che trasmettono hanno conquistato i lettori di tutto il mondo.
Haruki Murakami, scrittore giapponese che ha conquistato il mondo
Valeria Sabater

Scritto e verificato la psicologa Valeria Sabater.

Ultimo aggiornamento: 15 novembre, 2021

Con la sua formula letteraria unica, Haruki Murakami è uno dei pochi autori giapponesi in grado di ammaliare un pubblico tanto vasto. Nei suoi libri, sentimenti fondamentali e ordinari come la solitudine, la paura o la mancanza di amore trasfigurano nel surrealismo attraverso un vasto repertorio di simbologie e meravigliose epifanie oniriche. Haruki Murakami è, sì, autore di best seller, ma anche l’eterno candidato per un premio Nobel che ancora non è arrivato.

Quando ci si immerge per la prima volta in uno dei suoi libri, accade qualcosa di affascinante: si avverte la sensazione che ogni riga sia stata scritta per noi, e questo grazie alla capacità che Murakami ha di evocare la nostalgia per quelle cose che quasi tutti abbiamo desiderato a un certo punto della vita, ma non siamo stati in grado di raggiungere. Pochi autori riescono a sfiorare con tale facilità il nostro universo inconscio per farci emozionare.

Il protagonista ideale di Murakami è sempre un osservatore, qualcuno che assiste incuriosito agli eventi che lo circondano: una strana chiamata al telefono, la misteriosa scomparsa di un gatto, un portale per un’altra dimensione nel quale si perde un amore… Il fantastico dialoga con il quotidiano, senza però sconfinare nei lidi del realismo magico, per esempio, di García Márquez; le opere di Haruki Murakami in questo senso ricordano piuttosto la rara esperienza di un sogno lucido.

Proprio come egli stesso è solito affermare, per Murakami scrivere è un modo di sognare a occhi aperti. Tra le sue pagine si aprono portali che ci fanno sprofondare in un diverso tipo di coscienza, in un mondo di pozzi sotterranei, di animali che diventano profeti, e dove la sessualità è quasi sempre rivestita di un potere esorcizzante.

Murakami è il David Lynch delle parole, e questo può far sembrare la sua arte troppo bizzarra per alcuni, ma semplicemente sublime per altri…

“Non desidero che capiate le metafore o il simbolismo dell’opera, desidero che vi sentiate come a un bel concerto jazz, con i piedi che non riescono a smettere di muoversi sotto la sedia per tenere ritmo”.

-H. Murakami

Murakami seduto sulla sponda di un fiume

Biografia di Haruki Murakami, il sognatore amante del jazz

Haruki Murakami nasce a Kyoto nel 1949. Una delle sue fortune è senz’altro l’apertura culturale dei genitori: entrambi professori di letteratura, gli permettono sin da bambino di entrare in contatto con i libri e la musica statunitense. Cresce così con i romanzi classici americani degli anni ’50 e ’60 e viene conquistato fin da subito dalla musica jazz.

Si iscrive alla facoltà di letteratura dell’Università di Waseda (Sōdai), ma in quegli anni da studente frequenta a malapena le lezioni. Il suo stile di vita, così distante dai canoni tradizionali giapponesi, è piuttosto orientato verso la musica e all’esplorazione dell’universo dei bar notturni delle grandi città. Decide quindi di lavorare per un po’ in un negozio di dischi e poi apre un jazz bar chiamato Peter Cat a Kokubunji, Tokyo.

È all’università che conosce Yoko, che diventerà in seguito sua moglie e con la quale condivide l’amore per la musica; con lei gestisce il bar fino agli inizi degli anni ‘80. In questo decennio vedono la luce le sue prime pubblicazioni. Tuttavia, per il grande successo bisogna attendere il 1986 con Norwegian Wood (Tokyo blues); il libro inaugura una nuova fase della vita di Murakami, che lascia il Giappone per andare a vivere in Europa e negli Stati Uniti.

Universi distopici, traduzioni e un Nobel che tarda ad arrivare

Nel 1995 Murakami decide di tornare temporaneamente in Giappone in seguito a due eventi di estrema gravità: il terremoto di Kobe e l’attentato alla metropolitana di Tokyo da parte del gruppo religioso Aum Shinrikyō. Entrambi i disastri saranno di ispirazione per opere celebri come Underground. Racconto a più voci dell’attentato alla metropolitana di Tokyo (1997) e Tutti i figli di Dio danzano (2000).

In seguito, arrivano opere come La ragazza dello Sputnik, nella quale Murakami indaga sulla natura dell’amore mentre racconta la storia della scomparsa di Sumire, una giovane scrittrice. Anche romanzi come Kafka sulla spiaggia (2002), After Dark (2004) o 1Q84 (2009) sono fulgidi esempi di un’inventiva che ci traghetta in universi distopici dai quali, come lettori, non usciamo mai illesi.

Murakami con dischi

Simbolismi, riflessioni e un surrealismo che intrappola e sconcerta al contempo. Pochi autori sono riusciti a creare uno stile così particolare da incantare milioni di lettori. Haruki Murakami è anche uno dei più grandi autori di best seller al quale però, anno dopo anno, continua a sfuggire il premio Nobel.

Vale inoltre la pena menzionare il suo lavoro come traduttore, grazie al quale ha portato in Giappone coloro che considera i suoi insegnanti: autori come Raymond Carver, Francis Scott Fitzgerald e John Irving. È anche un grande amante dei gatti e dello sport e partecipa spesso a eventi come maratone e triathlon.

Lo stile di Haruki Murakami

Murakami è recentemente tornato alla narrativa con L’assassinio del commendatore (2017). Questo gigantesco, titanico romanzo pubblicato in due volumi ci riporta a quelle tematiche così prevalenti nelle sue opere: l’amore, la solitudine, il lavoro. Ancora una volta ritroviamo il suo stile tipico, universi alternativi e figure enigmatiche, un terreno fertile per le emozioni più intense.

I librai lo adorano: “Nessuno è come Murakami”, dichiarano. Tuttavia, in patria è visto come un esterofilo troppo attaccato alla cultura americana, al punto da essere percepito come uno scrittore “pop”. Al contrario, in Occidente, continua ad affascinare perché ispira devozione e perché leggerlo è, come direbbe Churchill, “un indovinello, avvolto in un mistero all’interno di un enigma”, un autore straniante ma seducente.

Haruki Murakami con camicia

A oggi, i suoi libri sono stati tradotti in 42 lingue scalando le classifiche di vendita persino in Corea del Sud e in Cina. La sua capacità di mescolare l’empirico con l’onirico, di infarcire le sue storie di elementi soprannaturali, gli ha permesso di guadagnare milioni di lettori. Perché, a dispetto della stranezza a volte impenetrabile dei suoi simbolismi, tutti noi ci ritroviamo in quelle immagini, in quelle realtà vivide di affetti, paure e solitudini.

Non sappiamo se, prima o poi, arriverà anche il tanto atteso premio Nobel. Ciononostante, Haruki Murakami è di certo già riuscito a conquistare il mondo con il suo stile e la sua impronta unica e inconfondibile. E grazie a questo, possiamo dire che ha già guadagnato quello a cui ambisce ogni scrittore: l’ammirazione dei suoi lettori

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  • Mussari, Mark (2011). Haruki Murakami. Marshall Cavendish.
  • Sotelo Navalpotro, Justo (2013). Los mundos de Haruki Murakami. Izana Editores

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