La curiosa storia di Padre Pio

La curiosa storia di Padre Pio

Ultimo aggiornamento: 22 maggio, 2015

Francesco Forgione, o Pio da Pietrelcina, nacque a Pietrelcina nel 1887 da una famiglia di umili origini e molto devota alla religione cattolica. Fin da bambino, si dimostrò una persona misericordiosa, che non aveva problemi a fare penitenze in nome di Dio. La sua salute era molto debole, infatti si ammalava spesso. Già da piccolo voleva diventare sacerdote, dopo aver conosciuto un frate cappuccino del Convento di Morcone, Fra Camillo, che bussò alla sua porta chiedendo l’elemosina. Gli amici e i vicini di casa di Francesco dicevano che risentisse di “incontri demoniaci” e che più di una volta l’avevano visto litigare con la sua ombra.

A 16 anni decise di farsi frate e fu accettato come novizio. Il suo maestro fu Padre Tommaso, un uomo severo, ma dal cuore grande e molto caritatevole. La vita lì fu dura, Francesco doveva digiunare per periodi prolungati e quest’abitudine modificò il suo carattere e il suo spirito. Le malattie non diminuirono e lo accompagnarono fino alla morte. Nel 1904 pronunciò i suoi primi voti e si trasferì in un altro convento per continuare gli studi. Lì, fu protagonista della sua prima bilocazione, alla nascita della sua futura figlia spirituale. 

Nel 1907 pronunciò i suoi voti definitivi e dovette trasferirsi nuovamente, vicino al mare, una cambiamento che non giovò per niente alla sua salute, tanto che fu costretto a rientrare. Nel 1910 si stabilì a Benevento e nel 1916 fu inviato al Convento di San Giovanni Rotondo, dove visse fino alla sua morte, avvenuta nel 1968, 50 anni dopo aver ricevuto le prime stimmate.

Le stimmate di Padre Pio

Durante la sua vita Padre Pio ricevette in totale cinque stimmate su tutto il corpo, le quali corrispondevano alle cinque ferite che furono inflitte a Gesù sulla croce. Sanguinarono per mezzo secolo, ma nonostante questo, Padre Pio non ebbe mai problemi di anemia. Si diceva anche che Padre Pio avesse la capacità di trovarsi in due posti contemporaneamente, che potesse fare miracoli e che avesse il dono della chiaroveggenza.

Nel 1915 avvertì dei forti dolori ai piedi, alle mani e sul fianco destro. I medici non furono in grado di spiegare l’origine di questo dolore. Tre anni dopo, si lasciò scappare un grido di agonia e cadde a terra, cominciò a sanguinare e apparvero le prime stimmate.

Dopo aver ripreso conoscenza, ritornò alle sue mansioni e i medici iniziarono ad analizzare il suo caso, senza però scoprire le cause reali di ciò che era accaduto. Le autorità regionali ordinarono di fotografarlo per avere una prova di quanto era successo. In queste immagini si vede Padre Pio con un’espressione di grande tristezza in volto, molto pallido, dall’aspetto stanco e tormentato, ma anche un po’ imbarazzato per il fatto di dover posare con le mani insanguinate.

Dopo che si fu placato il clamore iniziale, Padre Pio ritornò al suo monastero, dove molto spesso si sentiva trasportare da una grande estasi che si concludeva con delle emorragie, senza però danneggiare la sua salute. A partire da quel momento, la sua fama raggiunse ogni angolo d’Italia. Divenne un Santo. Centinaia di persone arrivarono da molto lontano per conoscerlo e per farsi confessare. Molti affermavano che Padre Pio conoscesse i loro peccati prima ancora che questi glieli rivelassero.

I miracoli di Padre Pio

I primi miracoli non tardarono ad arrivare. Il primo fu il caso della signora Gemma di Giorgi che nacque senza pupille. Dopo aver incontrato Padre Pio, cominciò a vedere, come se niente fosse. Un medico che si interessò alla sua storia disse che poteva trattarsi di una risposta psicosomatica alla grande fede in Padre Pio, ma molti non erano d’accordo.

Tra i suoi strani “poteri”, la gente diceva che Padre Pio avesse la capacità di trovarsi in due luoghi diversi allo stesso tempo. Ad esempio, Monsignor Damiani, che era arrivato in Italia dall’Uruguay per vederlo, espresse il desiderio che Padre Pio fosse presente il giorno della sua morte. Tuttavia, Padre Pio gli disse che non era possibile perché sarebbe morto nel 1942. Quell’anno, Damiani si trovava nel suo paese natale, agonizzante. L’Arcivescovo di Montevideo fu svegliato da un frate cappuccino e insieme andarono da Monsignor Damiani, che nel frattempo era morto. Tra le mani aveva un biglietto in cui aveva scritto lui stesso che “Padre Pio è venuto a trovarmi”.

Ma non era finita lì, perché sette anni dopo l’Arcivescovo andò in Italia per conoscere Padre Pio e, per sua sorpresa, fu ricevuto dallo stesso frate che l’aveva risvegliato quella notte. Lo stesso accadde durante la guerra, quando il Generale Comandante stava pensando di suicidarsi e gli apparve questo personaggio che lo pregò di non farlo. Una volta convinto, scomparve come per magia. Il generale si recò in una chiesa dove Padre Pio stava celebrando la messa, aspettò che terminasse e gli si avvicinò. Padre Pio gli disse: “Ce la siamo vista veramente brutta quella notte, amico mio”.

Quando Padre Pio morì, la Chiesa Cattolica indicò tre possibili cause dei fenomeni che vedevano protagonista Padre Pio: intervento diabolico, intervento divino o suggestione dell’inconscio. Fu canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2002. I credenti dicono che avesse il dono di straordinarie locuzioni dei cuori (leggeva la coscienza), la guarigione miracolosa, la bilocazione (trovarsi in due posti allo stesso tempo), le lacrime (le versava quando si recitava il Rosario), il profumo indecifrabile (“profumo di santità”) e, ovviamente, le stimmate (esibite per 50 anni).


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