La disciplina intelligente

7, gennaio 2016 in Psicologia 360 Condivisi

La disciplina intelligente può essere definita come quella disciplina che permette alle persone di adattarsi a modelli e norme sani, in modo consapevole e in funzione della crescita personale e collettiva.

Questa disciplina viene trasmessa in modo ragionevole e si distingue dall’educazione permissiva e da quella autoritaria.

Le conseguenze di un’educazione permissiva sono davvero nefaste, tanto quanto quelle di un’educazione autoritaria.

La realtà ci mostra che, se i bambini e i giovani non imparano ad adattarsi alla disciplina, avranno grandi difficoltà a formare il loro carattere e a raggiungere degli obiettivi nella vita.

“La disciplina è il migliore amico dell’uomo, perché lo porta a realizzare i desideri più profondi del suo cuore”

(Madre Teresa di Calcutta)

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L’educazione senza disciplina dà luogo a tratti di personalità ben definiti: irresponsabilità, ribellione, sconsideratezza, egoismo, trasgressione e immaturità. Un’educazione con un eccesso di disciplina, invece, può dare come risultato persone sottomesse, timorose e insicure.

Il peggiore degli scenari è la combinazione di questi due metodi, cioè l’alternanza di permissività e autoritarismo.

Si tratta del tipico caso di genitori che danno un castigo esagerato o che sono troppo intransigenti nell’applicazione di una norma, a tal punto che umiliano o degradano i figli. Successivamente, si sentono in colpa per il loro atteggiamento e, a quel punto, diventano permissivi in altri ambiti, per dare sollievo ai loro rimorsi.

L’educazione permissiva e l’educazione autoritaria

Prima di fare un approfondimento sulla disciplina intelligente, è bene fare chiarezza sulle caratteristiche dell’educazione permissiva e dell’educazione autoritaria.

L’educazione permissiva:

  • Non formula regole chiare e definite.
  • Vuole mantenere aggradato il bambino o l’adolescente.
  • Giustifica gli errori dei figli.
  • Cerca di accontentare tutti i capricci.
  • Le esigenze e non richiedono fatica da parte del ragazzo.
  • Perdona o negozia i castighi.
  • Permette al ragazzo di prendere decisioni usando un suo criterio.
  • Dà poca importanza al rispetto degli orari, dell’ordine e del raggiungimento di mete.
  • Dà libertà eccessiva e lascia che il ragazzo apprenda da solo dai suoi errori.

Nell’educazione autoritaria, invece:

  • Le norme vengono imposte, senza spiegazioni o argomentazioni.
  • Si castiga severamente ogni trasgressione, senza valutare il livello di gravità.
  • Si vuole esercitare e mantenere un controllo assoluto sulla vita del giovane.
  • Le punizioni sono molto severe e, spesso, includono aggressioni fisiche e/o psicologiche.
  • L’ordine è enfatizzato in modo esagerato.
  • Al ragazzo non vengono dati stimoli né gli si riconoscono gli obiettivi raggiunti.
  • Non si considera l’opinione del figlio, non le si dà valore.

L’educazione permissiva, in generale, corrisponde a una mancanza di interesse o di carattere dei genitori. L’educazione autoritaria, invece, è una risposta ai traumi dei genitori oppure alle eccessive ansie e paure.

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Verso una disciplina intelligente

La disciplina intelligente è quella capace di trasmettere valori ai giovani, aiutandoli a riconoscere i limiti e, quindi, a rinunciare ai desideri impossibili.

L’essere umano costruisce molte fantasie attorno ai suoi desideri. Nel profondo di ognuno di noi c’è un irrimediabile narcisista che vuole stare al centro di tutto. C’è anche un egoista che vuole tutto per sé. E un piccolo dittatore che vuole ottenere tutto ciò che desidera, senza badare al fatto che deve scavalcare gli altri per riuscirci.

In parole povere, la disciplina introduce una serie di piccole frustrazioni. Attraverso l’accettazione di questi limiti, le persone imparano che non sono sole al mondo e che non possono ottenere tutto ciò che desiderano.

Tale insegnamento, inoltre, ci consente di sviluppare strategie di adattamento al mondo. Ciò implica un esercizio della ragione e della tolleranza alla frustrazione. Sostanzialmente, la disciplina ci insegna a stare con i piedi per terra.

La chiarezza e la consistenza nella pratica delle norme ci permettono di acquisire un solido principio di realtà. Questo, con il tempo, si traduce in sicurezza in noi stessi e in senso dell’apprezzamento degli altri.

In questo modo, possiamo delineare delle mete e fare il possibile e il necessario per raggiungerle. Con ciò, avremo un sano bagaglio emotivo, che ci permetterà di avere meno problemi e più successi nella vita.

Ecco alcune linee guida per implementare una disciplina intelligente:

  • Fissare dei limiti prima di stabilire delle regole.
  • Offrire opzioni ben definite nell’applicazione delle norme.
  • Coinvolgere il ragazzo quando si stabilisce una nuova norma, mostrandogli che la sua opinione conta, ma che non è decisiva.
  • Chiarire i valori che si vuole trasmettere.
  • Incentivare lo sviluppo dell’autocontrollo.
  • Spiegare dettagliatamente perché certi comportamenti infastidiscono gli adulti e le altre persone.
  • Riconoscere le buone azioni commesse dal figlio.
  • Non entrare in conflitto con i modelli disciplinari interni alla famiglia.
  • Agire immediatamente di fronte ad una cattiva condotta, senza lasciare per dopo i rimproveri.
  • Stabilire chiaramente qual è il castigo per la violazione di una norma e poi, oltre alle parole, metterlo in pratica.

La disciplina intelligente forma persone libere e consapevoli. Forma individui pienamente capaci di tirare fuori il meglio di se stessi e che rispettano la famosa massima, indispensabile per una convivenza sana: “I diritti di una persona finiscono quando inizia la libertà degli altri”.