La felicità non sta solo nel dare: anche ricevere è un diritto

· 13 agosto 2016

La felicità non risiede solo nell’atto altruista di dare tutto in cambio di nulla. Anche ricevere è un diritto, anzi, una necessità che fa respirare il cuore e che edifica i pilastri fondamentali della reciprocità.

Mahatma Gandhi una volta disse: “Il miglior modo per incontrare se stessi è perdersi al servizio degli altri”. Questa visione è senza dubbio nobile e umana, ma non dobbiamo confondere queste correnti con il piano delle relazioni personali e affettive, in cui il dare e il ricevere fanno parte di uno stesso cerchio. Proprio come l’uroboro della mitologia, che simbolizza lo sforzo eterno in cui non c’è principio né fine.

“Dare molto e ricevere poco stanca e, anche se il dono di saper dare senza aspettarsi niente in cambio è meraviglioso, è anche necessario ricevere senza dover chiedere.”

Adam Grant, psicologo e autore del libro “Più dai più hai”, ci dice che ci troviamo tutti in un punto della linea che va dall’abitudine di dare a quella di ricevere e basta. L’armonia sta al centro: lì c’è la felicità data dal dare e dal ricevere allo stesso tempo. Una cosa che, purtroppo, non accade tanto spesso, soprattutto nell’ambito delle relazioni di coppia. Vi invitiamo a rifletterci su.

bambina con ombrello e cane in braccio

Anche il cuore ha bisogno di ricevere un riconoscimento

Non vogliamo regali, preferiamo i dettagli. Non vogliamo che ci restituiscano i favori, né ricevere una targa in argento per ogni sforzo fatto, ogni momento dedicato e ogni sogno sacrificato con lo scopo di rendere felici coloro che amiamo.

Ciò che i nostri cuori desiderano ricevere è il rispetto, il riconoscimento e la reciprocità. Nulla di tangibile e materiale. Tuttavia, questi tre valori hanno la qualità di accarezzarci l’anima per farci sentire amati. È per questo che, spesso, non ricevendo nulla di tutto ciò, ci sentiamo vuoti e indifesi.

Il problema della maggior parte delle relazioni affettive sta proprio in questa dissonanza: nel dare tutto in cambio di pochissimo. Henry Miller, famoso per le sue opere importanti e ricche di sensualità, in uno dei suoi libri spiega che, affinché queste relazioni “asimmetriche” funzionino, c’è bisogno di due malati: uno dipendente dal ricevere e l’altro dipendente dal dare. Solo così potrebbe esserci armonia. Gli altri rapporti sono inevitabilmente condannati ad una terribile agonia.

camion che trasporta cuori

Le dinamiche delle nostre relazioni

Le nostre relazioni, che siano d’amore, familiari o di amicizia, tendono a presentare una dinamica in cui ognuno di noi si instaura in un punto tra chi dà e chi è abituato a ricevere. L’ideale sarebbe che tutti assumessimo il ruolo di “bilance”, nel tentativo di costruire un’armonia rispettosa tra ciò che apportiamo e ciò che otteniamo, facendo sempre attenzione all’interazione.

Vediamo ora nel dettaglio quali sono le dinamiche che tendiamo a costruire tra di noi, basandoci sulle teorie dell’autore di “Più dai più hai”.

  • Donanti. Questo è il profilo che la psicologia popolare definisce “Sindrome di Wendy”: tali persone concepiscono la felicità offrendosi agli altri, dando tutto in cambio di niente.
  • Riceventi. In questa categoria ci sono quelli abituati quasi esclusivamente a ricevere.
  • I “bilanciatori”. Li abbiamo nominati poco fa: ricercano l’armonia e il bene comune.
  • I falsi donanti. Di sicuro vi sarete scontrati con persone del genere qualche volta: indossano delle maschere e sono dei voltagabbana. Mostrano una grande generosità, ma la loro strategia è sottile ed egoista: ci chiedono un favore e in cambio ci chiedono una libbra del nostro cuore, proprio come Shylock, il personaggio de “Il mercante di Venezia”.
uomo che bacia sulla guancia una donna

È necessario sapere cosa ci meritiamo

È chiaro che il mondo è uno scenario complesso e variopinto, pieno di affetti, ma anche di tradimenti, in cui sia la benevolenza sia la malevolenza sono all’ordine del giorno. Tuttavia, non possiamo fare nulla per cambiare le persone che si aspettano sempre di più di quel che sono disposti ad offrire, nemmeno se si tratta del nostro partner o di un familiare.

Se volete mantenere relazioni più sane, dovete sapere che la ricerca dei colpevoli di questo malessere vi porterà solo ulteriore sofferenza. Ci sono volte in cui, anche se l’amore è presente, il rapporto è insostenibile poiché uno dei due partner non ama l’altro come questi vorrebbe o si aspetterebbe. In questi casi, non bisogna colpevolizzare.

È sufficiente ricordare ciò che ognuno di noi merita, conoscere l’importanza di coltivare una relazione corretta con se stessi, prendendosi cura della propria autostima e soprattutto tenendo a mente che amare non è un gioco in cui c’è solo un vincitore.

L’amore autentico, l’amore che viene dall’anima, è un atto in cui due persone sagge si offrono l’una all’altra per costruire e investire in egual maniera. Amare davvero significa desiderare la felicità dell’altro senza chiedere in cambio la realizzazione della propria felicità.