Ciò che sembra la fine potrebbe rivelarsi il migliore inizio

· 23 maggio 2016

Passeranno gli anni e, un giorno, morirò. Forse sarà la mia fine, ma fino ad allora ogni giorno sarà la somma della grande storia che è la vita: una storia che voglio vivere e che è fatta di tante altre storie segnate da momenti, sentimenti ed esperienze che iniziano e che, allo stesso modo, finiscono.

È così che tutto ha inizio e che tutto finisce. Le esperienze si sommano e nessuna ci lascia indifferenti, perché hanno una durata necessaria ad apportare ciò che devono e poi ad abbandonarci. La cosa peggiore che potete fare in questo senso è pensare che alcune perdurino quando si sono già concluse.

Solo se si accetta la fine, potrà esserci un nuovo inizio

Arrendersi non è un’opzione, è una delle premesse che non bisogna mai dimenticare. Ci teniamo a ricordarvela poiché, esattamente nel momento in cui accettiamo la nostra situazione, ci rendiamo conto di non esserci arresi.

“Niente è perduto se si ha finalmente il coraggio di dichiarare che tutto è perduto e che dobbiamo ricominciare daccapo.”
-Julio Cortázar-
scale a chiocciola- fine

Non è positivo credere che la realtà sia diversa da com’è davvero: dovete obbligarvi ad accettare che alcune persone se ne andranno o che voi stessi potete andarvene, che ci sono città che dovrete lasciarvi alle spalle o che qualcosa che prima era, un giorno non sarà più. In altre parole, non si tratta di iniziare da zero, ma di imparare ad essere ciò che si è davvero e capire con chi si può essere tali.  

Nonostante le incomprensioni, posso ancora ridere

Quando giunge il momento di chiudere delle fasi, l’incomprensione ci fa spesso sentire insicuri, disorientati e ci fa provare dolore: ci troviamo tutti in un labirinto, proprio davanti alla porta d’uscita, ma senza le chiavi che ci permettano di aprire tale porta, uscire e continuare il nostro percorso.

In questo momento, le cose non si vedono in modo chiaro e sembra che la fine si prolunghi nel tempo, senza mai portare ad una reale conclusione. Quando si tocca il fondo, però, ci si rende conto che bisognava semplicemente prendere in mano le redini della propria vita e sforzarsi di mettere definitivamente una pietra sopra al proprio finale non concluso.  

“Sono ferito, ma non sono morto. 

Mi fermerò per sanguinare un po’. 

Ma poi mi rialzerò per combattere nuovamente.”

-John Dryden-

La capacità di resilienza ci dà forza e ci aiuta a guardare il nostro riflesso sul fondo del pozzo, in modo da imparare una lezione da quello che vediamo. In questo modo, anche se le incomprensioni spezzano spesso il nostro sorriso, si scopre che si può continuare a ridere: anche se tutto è perduto, ci si può ritrovare.

Ogni fine è un’opportunità per un nuovo inizio

mano aperta e margherita- fine

Grazie a numerosi sforzi, si supera quella che sembrava la fine, e con essa anche il passato: si capisce che la fine è un’opportunità per ricominciare dall’inizio. Anche voi potete farlo. Potete ricordare nei vostri giorni più bui che affinché sorga il sole, dovete assistere al tramonto. 

Ogni giorno è una nuova opportunità per dare vita al miglior inizio, in qualsiasi ambito, o per preservare quello che vi rende felici. Non dovete mai perdere la certezza che, da ogni brutto momento, si può trarre forza e ricostruire valori che credevamo persi.

Il tempo e le circostanze vanno di pari passo con i cambiamenti, e con questi anche le persone. Cresciamo ed impariamo dagli errori che commettiamo e che gli altri commettono nei nostri confronti, viviamo e sogniamo con la felicità che otteniamo e che apportiamo agli altri. Per questo motivo, ogni fine può essere il nostro miglior inizio, il vostro miglior inizio.

“Il mio passato non è un ricordo, è la forza che mi sostiene, che mi spinge e che mi guida. Non è che sappia dove mi porti, ma come in qualsiasi storia, il passato ha bisogno di determinazione, perché il passato è l’inizio.”
-Samus Aran-