Le paure che ci rendono invisibili

· 16 giugno 2018

Da bambini, conoscevamo a mala pena le paure, la vergogna e ancor meno le preoccupazioni. Credevamo in noi stessi e nelle nostre capacità. E per questo, brillavamo. Tuttavia, a mano a mano che siamo cresciuti, la nostra fiducia in noi stessi si è affievolita al punto da farci desiderare di essere invisibili.

Il desiderio di essere invisibili nasce da tutte quelle convinzioni sociali e culturali con cui veniamo a contatto e che si consolidano man mano che andiamo avanti con l’età. Come ben sappiamo, le convinzioni comuni ci limitano. Per esempio, se ci viene inculcato che commettere un errore durante un discorso pubblico è causa di vergogna, e ci capita di commettere tale errore, probabilmente saremo riluttanti all’idea di parlare di nuovo in pubblico. Saremo portati a credere di essere dei pessimi oratori, quando in realtà non è così.

Alcune di queste convinzioni alimentano le paure. La paura di restare da soli, di non essere amati, di non essere notati, di non avere la famiglia perfetta, di non prendere il voto più alto, di deludere gli altri o di non essere all’altezza. Le paure ci spingono a essere invisibili, in quanto cerchiamo di identificarci con delle “etichette” che non ci appartengono.

La nostra grandezza ci spaventa

Viviamo in una società che cerca costantemente di buttarci giù, che ci paragona sempre agli altri, passando in rassegna tutti i nostri difetti. E i nostri pregi dove sono? Si nascondono nell’ombra. Stanno aspettando che li degniamo di uno sguardo per uscire allo scoperto ed essere coscienti del nostro potenziale.

Ma da dove provengono queste paure che ci portano a essere invisibili? Di solito dalla famiglia.  Nel contesto in cui abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo e che abbiamo trasformato nella nostra comfort zone finché tutto è andato per il verso giusto.

“La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre misura. È la nostra luce, non il nostro buio che ci fa paura. Ci chiediamo: -Chi sono io per essere così brillante, così grandioso? Pieno di talenti, favoloso?- In realtà chi sei tu per non esserlo?”
-Nelson Mandela

Prigioniero di se stesso

Quando rappresentiamo l’eccezione e il nostro comportamento è diverso dal previsto questa sicurezza sparisce e, talvolta, veniamo pervasi dalla paura. Per esempio, se all’improvviso un membro di una famiglia in cui per generazioni si è tramandato un lavoro manuale decide di dedicarsi all’arte o a un lavoro come quello del programmatore, probabilmente si sentirà dire “Sì, ma questo non è un vero lavoro”.

L’incomprensione da parte delle persone che noi credevamo ci sostenessero è una seria minaccia per la nostra autostima e molto spesso incide anche sulla nostra capacità di valorizzarci.

Solo quando rimaniamo fedeli alle convinzioni familiari riusciamo a sentirci davvero sicuri. Seguendo le orme dei nostri genitori, scegliendo un lavoro simile al loro, ecc… Ma quando questo non succede, la sensazione di protezione sparisce per fare posto alla paura e al desiderio di essere invisibili in determinati momenti.

Le paure che ci spingono a essere invisibili

Dietro al nostro desiderio di essere invisibili e di omologarci alla massa, non c’è solo la famiglia. Esistono molte altre paure che crescono e si rafforzano grazie a determinate convinzioni che riguardano il nostro contesto sociale. Vediamo quali sono le paure che non ci permettono di portare alla luce il nostro “vero Io”.

1. Paura di suscitare l’invidia altrui

Tutti noi abbiamo qualcosa di unico, un’ abilità speciale o un dono naturale che ci permette di fare cose per le quali ci piacerebbe ricevere un riconoscimento. Tuttavia, sappiamo che distinguerci significa esporci all’invidia delle altre persone. Per cui ci ritroveremmo a dover affrontare critiche, giudizi, e persino reazioni negative.

Alcuni, a causa delle loro esperienze passate, non sopportano questa situazione, dunque tendono a cercare l’approvazione di tutti. Il desiderio di brillare e la paura di farlo, ci portano a essere in bilico tra due opzioni: brillare e mettere a nudo la nostra essenza o essere invisibili soddisfacendo le aspettative altrui.

“L’invidia è il più stupido dei vizi, perché non esiste un solo vantaggio che si guadagni da esso.”
-Honoré de Balzac-

Uomo che guarda dalla finestra

2. Paura di rimanere soli 

È un timore comune a molte persone. Una paura che ci porta a conformarci con quanto socialmente accettato per ottenere l’approvazione altrui.

Per esempio, se siamo persone molto spiritose, ma i nostri amici si comportano come se si vergognassero di noi, tenteremo di cambiare e reprimere questa parte di noi per evitare di rimanere da soli. In definitiva, scegliamo di essere invisibili affinché gli altri ci accettino.

Tuttavia, dovremmo chiederci: vale la pena di frequentare persone che non accettano la nostra vera essenza? Ritrovarsi da soli significa abbandonare la nostra comfort zone. E per questo abbiamo troppa paura di non incontrare altri amici, un compagno o qualcuno che ci accetti per come siamo davvero. Eppure, se cambiamo, se offuschiamo la nostra vera essenza, arriverà un momento in cui ci chiederemo chi siamo davvero.

Scegliere di essere come gli altri ci vogliono significa tradire noi stessi, un rifiuto del nostro Io che a lungo andare ci provocherà un profondo malessere. L’unica soluzione sarà affrontare tutto quello che temiamo di più. Un percorso complesso, ma una volta che lo si porta a termine la soddisfazione è immensa, perché non c’è niente di meglio che la riconciliazione con se stessi.

3. Paura di perdere la propria identità

Se durante l’infanzia la nostra famiglia ci ripeteva che “non meritavamo tutto quello che ci veniva dato”, ci sono buone probabilità che siamo cresciuti con questa convinzione e che essa abbia influenzato i nostri pensieri  e le nostre azioni. Di modo che, non solo abbiamo pensato di non meritare alcun regalo, ma persino di non essere degni di affetto. Abbiamo fatto nostra questa identità di chi non merita niente.

Uomo si autoritrae

Curiosamente, abbiamo paura di perdere ciò che ci hanno fatto credere di essere. Per questo a volte uscire da questo circolo vizioso ci costa fatica. Abbiamo costruito tutto un mondo in base all’idea che avevamo della nostra persona, quella che ci hanno fatto credere di essere. Va da sé che senza rendercene conto, senza volerlo, rifuggiamo qualunque dimostrazione di affetto.

Per questo motivo, è importante “disimparare”, immergerci nella nostra interiorità e comprendere davvero chi siamo in realtà. Perché troppo spesso scegliamo di essere invisibili perché ci lasciamo influenzare dall’opinione altrui.

“Gli altri possono darti un nome o un numero, ma non possono mai dirti chi tu realmente sei. Quello è qualcosa che puoi scoprire solo tu stesso dal tuo interno.”
Thomas Merton-

Magari finora abbiamo scelto di essere invisibili, ma siamo ancora in tempo per smettere di esserlo. Strappare via l’etichetta che ci hanno affibbiato, le paure che servono solo a limitarci e trovare in noi stessi la migliore compagnia.