Un buon libro si apre con aspettativa e si chiude con profitto

8 aprile 2016 in Libri 2 Condivisi

Quanta verità si cela dietro la frase “un buon libro si apre con aspettativa e si chiude con profitto”. I lettori avidi lo sapranno, leggere è molto più che un piacere. La lettura ci trasporta con i nostri pensieri e le nostre emozioni nei luoghi più reconditi della nostra mente.

Leggere rende felici e liberi. Proprio come affermano le grandi menti, leggere l’opera di grandi scrittori ci rende capaci di prendere decisioni creative e ragionevoli. Non c’è dubbio sul fatto che, proprio come disse Cortázar, “un libro comincia e finisce molto prima e molto dopo la sua prima e ultima pagina”.

“Mi piacerebbe sapere”, mormorò fra sé, “che diavolo c’è in un libro fintanto che è chiuso. Naturalmente ci sono dentro soltanto le lettere stampate sulla carta, però qualche cosa ci deve pur essere dentro, perché nel momento in cui si comincia a sfogliarlo, subito c’è di colpo una storia tutta intera. Ci sono personaggi che io non conosco ancora e ci sono tutte le possibili avventure e gesta e battaglie, e qualche volta ci sono delle tempeste di mare oppure si arriva in paesi e città lontani.

Tutte queste cose in qualche modo sono già nel libro. Per viverle, bisogna leggerlo, questo è chiaro. Ma dentro ci sono fin da prima. Vorrei proprio sapere come.” 

E d’improvviso si sentì avvolgere da un’atmosfera quasi solenne. 

Si sistemò comodamente, afferrò il libro, aprì la prima pagina e cominciò a leggere”

-Michael Ende, La Storia Infinita-

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Immergerci in un bel libro ci rende più soddisfatti della vita

Stando ai risultati di uno studio portato a termine presso l’Università degli Studi Roma Tre, che ha coinvolto più di 1100 persone, chi legge appare molto più felice e soddisfatto della propria vita rispetto ai non lettori.

Secondo le parole di Nuccio Ordine, “nutrire lo spirito è tanto importante quanto alimentare il corpo”. Proprio come emerge da vari studi che prevedono l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale allo scopo di esaminare il cervello dei lettori prima e dopo aver letto un libro, per sfamarsi, il nostro cervello ha bisogno delle storie che leggiamo e dell’apprendimento che traiamo da esse.

Non c’è nulla di nuovo in tutto ciò, eppure è curioso vedere come i collegamenti tra il solco centrale del cervello, la corteccia motoria primaria, la corteccia visiva primaria e altre aree legate al linguaggio si moltiplicano.

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Ma c’è di più. Mentre leggiamo un buon libro, arriviamo a ridurre i nostri livelli di stress e a potenziare la nostra intelligenza emotiva, l’autoconoscenza, stimolando l’empatia e il nostro sviluppo psicosociale.

Grazie alla possibilità di identificarci in una realtà nuova e di pensare in un modo diverso dal nostro, possiamo persino imparare a modificare i nostri comportamenti, a comprendere gli altri con più facilità e a fare nostre lezioni di vita che potranno aiutarci a risolvere dilemmi morali ed emotivi.

Un buon libro è quello che lascia una traccia

Non è nostra intenzione dichiarare che tutti i libri dovrebbero essere letti da chiunque. Tuttavia, possiamo di certo confermare l’esistenza di libri che ammaliano, che catturano e che racchiudono tra le loro pagine un vero e proprio lusso intellettuale.

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Vi lasciamo qui di seguito la lista di alcuni libri “imperdibili”. Si tratta solo di QUALCHE TITOLO scelto secondo un criterio soggettivo. Ci farebbe piacere se foste voi a condividere con noi i titoli dei libri che vi hanno segnato.

Delitto e castigo, di Fëdor Dostoevskij

Cent’anni di solitudine, Gabriel García Márquez

Don Chisciotte della Mancia, di Miguel de Cervantes

La metamorfosi, di Kafka

Il Dottor Zivago, di Boris Pasternak

Anna Karenina, di Lev Tolstoj

Madame Bovary, di Gustave Flaubert

Il ritratto di Dorian Gray, di Oscar Wilde

Grandi speranze, di Charles Dickens

Ventimila leghe sotto i mari, di Jules Verne

Il gabbiano Jonathan Livingston, di Richard Bach

1984, di George Orwell

Il mondo nuovo, di Aldous Huxley

Il gioco del mondo, di Julio Cortázar

La storia infinita, di Michael Ende

I miserabili, di Victor Hugo

Il giovane Holden, di J.D. Salinger

Il nome della rosa, di Umberto Eco

Il Piccolo Principe, di Saint-Exupéry

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