Le malattie mentali non rendono le persone violente

· 10 ottobre 2016

Le malattie mentali non rendono le persone violente. Talvolta, la mancata conoscenza di queste patologie provoca una forte paura che porta ad allontanarsi da individui che avrebbero bisogno di noi. Come capita a tutti, può darsi che in loro emerga l’ira e che si arrabbino, ma questa non deve necessariamente essere una conseguenza della loro malattia, tanto meno deve portarci ad etichettarli come violenti.

Non sono una persona violenta, mi sento solo incompreso ed impotente.

Purtroppo, si è sempre creduto che esistesse un forte legame tra malattia mentale e violenza. È per questo che sono nati la discriminazione e il rifiuto collettivo verso le persone affette da disturbi mentali. Si è creato un forte pregiudizio attorno alle malattie di questo tipo.

L’ampiezza delle malattie mentali

Quando pensiamo alle malattie mentali, ci vengono in mente i disturbi più gravi che esistano: psicopatia, schizofrenia, disturbi della personalità, ecc., ma non ci rendiamo conto che ci sono anche disfunzioni comuni. Stiamo parlando, ad esempio, dei disturbi dell’ansia o dell’alimentazione.

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Perché consideriamo violente le persone che soffrono di malattie mentali? La risposta sta nei numerosi episodi violenti di cui sono stati protagonisti. Pensiamo, ad esempio, ai disturbi della personalità: in questo caso, il soggetto può condurre una vita normale, ma di fronte a certe circostanze può rispondere con violenza. Questo accade soprattutto quando i sintomi non vengono ancora controllati.

Il fatto che un individuo risponda in modo violento ad una situazione non lo rende un soggetto aggressivo; si tratta semplicemente di una reazione davanti ad una circostanza che non sa come affrontare a causa dei suoi problemi. Ciò non vuol dire che dobbiamo temerlo, né che questo sia il suo comportamento abituale.

Il 98% delle persone schizofreniche non commette atti violenti nel corso della sua vita.

Come abbiamo detto, il mondo della malattia mentale è ampio e non tutti i disturbi si manifestano attraverso segni di violenza. Il disturbo d’ansia, e persino la depressione stessa, impediscono ai soggetti di condurre una “vita normale”. Consideriamo forse queste persone violente o pazze? Le temiamo? Quando si tratta questo argomento, non bisogna mai generalizzare.

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Secondo i dati pubblicati sulla rivista World Psychiatry, solo il 10% delle persone affette da una malattia mentale è implicato in un qualche delitto. Una percentuale che mette ben in chiaro le cose.

Non sono un violento, ma il mio problema viene etichettato così

È evidente che ci sono molti pregiudizi verso i disturbi cognitivi; la domanda che sorge spontanea è: perché? Tutte le considerazioni fatte fino ad ora nascono dalla nostra cultura; il pregiudizio che permea la malattia mentale è rafforzato dai libri, dalle storie e dai film.

Oltretutto, da molto tempo, i centri che si occupano di tali pazienti si collocano preferibilmente in zone appartate, perché “i soggetti potrebbero essere pericolosi se vicini alla società”. Si credeva (per fortuna oggi sempre meno) che negli ospedali psichiatrici ci fossero persone che potessero provocare danni ingenti in qualsiasi momento a causa della loro assenza di auto-controllo.

I mezzi di comunicazione mostrano la realtà meno frequente, quella più negativa. Ciò crea un’immagine delle persone affette da disturbi mentali praticamente diabolica, cosa che suscita nella società una paura del tutto infondata.

Facciamo l’esempio di Beth Thomas, una bambina che è stata vittima di abusi da parte del padre sin dalla tenera età. Qualcosa scatenò in lei una psicopatia. Il caso di Beth rivoluzionò il mondo, i suoi genitori e familiari ne erano terrorizzati. Il suo problema aveva una causa che lei non aveva scelto. Oggigiorno, Beth si è ripresa e ora conduce una vita normale.

La mia malattia mentale non mi impedisce di vivere con te in società, non è nemmeno un limite al nostro lavoro insieme. Il tuo pregiudizio, invece, è l’unica barriera che mi trovo davanti.

È vero che Beth ha manifestato comportamenti violenti, ma solo con la sua famiglia. È raro che le persone con tali problemi abbiano atteggiamenti di questo tipo con la società: sono gli individui a loro più stretti ad esserne i bersagli. Indipendentemente dalla loro malattia, rimangono persone come noi, dunque non c’è motivo di aver paura.

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Per concludere, temere una persona affetta da un disturbo mentale è scorretto. Non tutte le malattie sfociano in violenza, né tutti gli eventuali attacchi di aggressività sono diretti alla società.

Vi immaginate di soffrire di un disturbo mentale e che tutti vi evitino come foste dei lebbrosi, quando voi siete assolutamente innocui? Probabilmente questo peggiorerebbe la vostra situazione. Per questo motivo, comprendere la profondità del mondo delle malattie mentali è positivo per voi e per chi ne è affetto. Altrimenti non potrete mai aiutarli.