Quando il velo cade e l’amore scompare

4 aprile 2015 in Emozioni 151 Condivisi

Vorrei raccontarti come mi sento  – mi disse un paziente. – Sono confuso, per anni ho vissuto assieme ad una persona eccezionale, era la boccata di aria fresca nei momenti di asfissia, era la ventata di calore nella fredda realtà. Avevamo tante cose in comune: ridevamo di fronte all’evidenza, avevamo voglia di discutere in modo costruttivo, eravamo curiosi e creativi, ma soprattutto condividevamo il desiderio di passare la maggior parte del nostro tempo insieme.

Sorpreso dall’elogio del partner, dissi al paziente che avrebbe dovuto sentirsi orgoglioso di provare questo tipo di sentimenti. Tuttavia, disse:

Qualche settimana fa mi sono reso conto che qualcosa è cambiato. Ridere non era più così divertente, la distanza si faceva sempre più marcata e gli inviti a fare questo o quello diventavano spiacevoli. Pensavo che la mia vita sarebbe crollata, mi chiedevo: “Cosa farò?”, “Mi sto distruggendo da solo?” Non è successo, sento un grande vuoto dentro, ma sono vivo. Che cos’è successo? 

Ho cercato di riflettere per poter esprimere nel modo più coerente possibile un messaggio che portasse alla luce questa condizione di ambiguità sui cui mi è stato chiesto un parere.

La dicotomia amore-disamore si è ripresentata: ciò che prima era vicino si faceva più lontano.

In molte occasioni cerchiamo un appoggio negli altri senza renderci conto che se facessimo più affidamento su noi stessi, troveremmo la forza sufficiente per affrontare le sfide che scegliamo o che si presentano nella vita. Riempiamo le nostre vite di diversi agenti a cui attribuiamo tutto quello che ci manca, come l’immaginazione, la sagacia, etc., e li mettiamo su un piedistallo fino a quando, in un momento qualsiasi, ci rendiamo conto che quella persona non è così divertente, né così creativa, né così piacevole come pensavamo. Il nostro ideale crolla, l’ammirazione diventa ignoranza, la presenza dell’altra persona, prima necessaria, diventa facilmente sostituibile e fastidiosa.

Molte volte questo scatena in noi un forte senso di colpa. La delusione si fa pesante e abbiamo paura delle conseguenze delle nostre decisioni, ci facciamo sopraffare dai dubbi e rimandiamo le scelte, ignorando il fatto che questo atteggiamento non fa altro che aumentare l’ansia e l’inquitudine.

Ma l’essere umano è un sopravvissuto ed ha la capacità di rinascere come l’araba fenice. Reinventarsi in altre circostanze, con altri desideri. L’importante è chiudere i capitoli, il difficle sta nel capire quando e come farlo. Ovviamente si spera di imparare dalle esperienze, il difficile sta nel fare affidamento sulla propria autostima e superare le proprie paure.

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