Quando l’attaccamento cessa, nasce la libertà emotiva

· 19 agosto 2015

Oggi ti lascio libero. Oggi mi dimentico delle mie paure. Oggi comincio ad apprezzarmi. Oggi vado avanti. Oggi smetto di aspettarti.

Di solito, si diventa consapevoli della schiavitù emotiva alla quale siamo sottomessi quando il nostro cuore si spezza. Questo avviene quando una relazione ci fa del male, perché ci soffoca o perché dentro di noi si è rotto qualcosa al momento di dire addio.

Subito prima che questo accada, sentiamo che tutto il mondo si spegne e che un’immensa onda di dolore ci avvolge, impedendoci di respirare. Si tratta del soffocamento emotivo e il suo ingrediente principale è la dipendenza affettiva.

Capita di dover lasciare la presa di quel che tenevamo stretto a noi e cominciare una nuova vita, perché la schiavitù emotiva soffoca. È quello il momento in cui non ci vediamo in grado di fare nulla se non siamo accompagnati da qualcuno che ci guidi.

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Godersi la propria solitudine per avere relazioni felici

“Per tutta la vita ho pensato all’amore come a una sorta di schiavitù accettata. In realtà non è così: la libertà esiste solo se esiste l’amore. Colui che si lascia andare e che si sente libero ama al massimo.

E colui che ama al massimo si sente libero. Ma in amore, ognuno di noi è responsabile di  quello che sente e non si può incolpare qualcun altro per questo.

Nessuno perde nessuno, perché nessuno possiede nessuno.

Ed è questa la vera esperienza di libertà: avere la cosa più importante del mondo senza possederla”

Undici Minuti – Paulo Coelho

Il modo migliore per essere felici con qualcuno è imparare ad essere felici con sé stessi, perché solo così la compagnia sarà una scelta e non una necessità.

Spesso l’amore viene inteso in modo sbagliato: la frase rappresentativa non dev’essere “ho bisogno della tua presenza nella mia vita”, bensì “scelgo la tua presenza nella mia vita”. Evitare i sentimenti di bisogno e possessione ci aiuterà a vivere in pace e libertà con noi stessi.

Smettere di aspettare: la liberazione emotiva

“Sto male e, probabilmente, starò peggio, ma sto imparando a stare da sola e questo è un grande vantaggio e un piccolo trionfo”.

Frida Khalo

La vostra vera libertà ha inizio quando cominciate a capire chi siete e di cosa siete capaci. Quando cominciate a slegarvi e a disfarvi delle vostre catene, ottenete il trofeo tanto sudato: l’indipendenza, colei che vi farà andare avanti senza bisogno di tenere la mano a qualcuno.

La miglior esperienza di libertà possibile è non possedere nessuno e non farsi possedere da nessuno. Perché sentire di possedere qualcuno, in fondo, significa convivere con la schiavitù.

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La nostra dipendenza ci rende schiavi, soprattutto se è la nostra autostima a dipendere da qualcuno o qualcosa. Avere bisogno di complimenti, affetto o attenzioni ci toglie la capacità di decidere del nostro destino.

Non sono gli altri a farvi del male, siete voi a sbagliare quando date troppo peso alle loro opinioni ed azioni. Nessuno può ferirvi senza averne il permesso dal vostro “io” interiore, cioè la base della vostra “impalcatura emotiva”.

Prendersi cura della propria autostima è il modo migliore per dire addio agli attaccamenti nocivi e futili, che intaccano la vostra vitalità e il vostro desiderio di realizzazione.

Dovete essere i primi a farvi rispettare e dimenticarvi dei concetti secondo i quali si può essere amati solo se qualcuno vi possiede e, in cambio, vi struggete per il vostro partner.

Immagine principale per gentile concessione di AJ Css