Ricorda, accogli e cura il tuo bambino interiore

· 3 dicembre 2015

Il mio bambino interiore è ancora dentro di me, non se ne è andato, è la voce che ascolto quando mi do il permesso di essere libero e di essere felice di fare ciò che mi piace. Egli, che mi chiede di curare le ferite emotive del passato…


È normale sentire spesso espressioni sulla “necessità di curare il nostro bambino interiore”. Non si tratta di una corrente spirituale o nutrita da movimenti come il new age, bensì un concetto che ha origine nella psicoanalisi.

L’importanza dei primi anni della nostra vita e le rispettive esperienze previe modellano gran parte della nostra personalità, dei nostri valori, del nostro equilibrio emotivo, della nostra autostima.

Molti di quei primi ricordi possono diventare le ombre di paure o ansie, oppure di ricordi di un’infanzia piena e felice che ci accompagnerà lungo la strada fino a diventare adulti.

Ognuno di noi ha il proprio “forziere esistenziale” ed è qui che i primi 8 anni della nostra vita sono, senza dubbio, una parte molto importante di chi siamo ora.

È proprio qui, in un angolo buio del nostro essere, dove si nasconde il bambino interiore. Tutti ci mostriamo come adulti maturi e sicuri, ben protetti dalle nostre armature da guerrieri valorosi pronti ad affrontare quel mondo così complesso.

Tuttavia, sono molte le volte in cui chiudiamo gli occhi e sappiamo che ci manca qualcosa. Che ci fa male qualcosa che non è una ferita esterna, bensì interna.

C’è un bambino in tutti noi che ha smesso di crescere a un’età nella quale è apparsa qualche carenza, una necessità non soddisfatta. Oggi ne parliamo in questo articolo.

Il mio bambino interiore e il suo passato emotivo

È probabile che molte persone sorridano o vedano con ironia il termine “bambino interiore”. Per molti di noi, quest’espressione è sinonimo di debolezza, innocenza e dello sguardo di qualcuno che ancora non sa bene cos’è e come funziona il mondo.

Pensano che “gli adulti sanno tutto e i bambini non sanno niente” e credono, sbagliandosi, che “l’infanzia sia quella fase che tutti abbiamo vissuto con spensieratezza e felicità assoluta”.


 

L’infanzia è il risveglio alla vita, quando compaiono le prime domane e riceviamo le prime risposte. Se in questa fase siamo circondati da distacco, carenza, tristezza o abbandono, sarà molto difficile per noi diventare adulti sicuri a livello emotivo.


bambino interiore

Per crescere maturi e felici, tutti i bambini hanno bisogno di sviluppare un attaccamento sano nel quale trovare amore sincero che sia fonte di sicurezza ad ogni passo, a ogni caduta, e ossigeno per ognuna delle prime esperienze.

Se il legame che si stabilisce con i genitori non è quello giusto, tutte quelle prime esperienze ci segneranno, in un modo o nell’altro.


 

L’infanzia non sempre è sinonimo di felicità o spensieratezza. Nessuno ha la garanzia di benessere fisico ed emotivo appena viene messo al mondo


Essere un bambino non è mai facile perché si ha bisogno del sostegno di qualcuno per iniziare a camminare, per pronunciare le prime sillabe e per sapere che le paure e le ansie svaniscono con un abbraccio e con le parole giuste.

Le richieste del nostro bambino interiore

Ora che abbiamo chiarito la necessità di accettare il fatto che tutti abbiamo un bambino interiore, è importante sapere quali sono le sue eventuali richieste.

Riflettete un attimo sui seguenti aspetti:

– Il vostro bambino interiore può chiedervi di risolvere alcune questioni del passato.

– Forse avete bisogno di una spiegazione per un fatto accaduto nell’infanzia, sentite di dover ottenere delle scuse da qualcuno o forse avete bisogno di essere perdonati.

– Può anche darsi che, nel vostro caso, non abbiate carenze emotive del passato da risolvere. Nonostante ciò, il vostro bambino interiore vi chiede di essere più liberi nella vita di tutti i giorni.

– Dovete permettervi di relativizzare un po’ di più la vostra realtà, mettere da parte le preoccupazioni, lo stress.

Siate più spontanei, concedetevi qualche risata in più, recuperate un po’ della vostra innocenza perduta e, così, la felicità.

– Il vostro bambino interiore ha anche bisogno d’amore. Amare ed essere amato. Dovete sconfiggere le vostre paure, le vostre vergogne o il vostro aspetto da adulto grigio e permettervi un po’ di libertà emotiva in più.

Come curare il nostro bambino interiore


Tutti i processi di cura emotiva richiedono impegno pieno e autentico da parte nostra. Nessuno può essere libero per forza se, in primo luogo, non esiste la necessità di esserlo


Deve essere chiaro che non è possibile risolvere un determinato problema se prima non ci convinciamo di averlo. Pensate, per esempio, alla vostra vita di tutti i giorni…

Soffrite molto di stress? Avete perso la voglia di fare ciò che vi piace? Avete l’impressione che il vostro partner, per quanto si sforzi, non vi renda felice? Sentite che, dentro, vi manca qualche esigenza emotiva che non riuscite a definire?

bambino interiore1

Questo semplice esercizio di visualizzazione e di ricostruzione emotiva vi aiuterà a risolvere molti aspetti:

  1. Prendete una fotografia di quando eravate bambini, quando avevate 7 o 8 anni.
  2. Permettete ai ricordi di invadervi, con tranquillità, rievocate quegli anni e sentitevi liberi per permettere alle emozioni e alle immagini di raggiungervi.
  3. Adesso visualizzate voi stessi in compagnia di quel bambino. Siete entrambi, “l’io adulto” e “l’io bambino“, uno di fronte all’altro.
  4. Domandategli di che cosa ha bisogno, cosa vuole, cosa gli manca. Domandategli cosa non ha, ma che lo renderebbe libero e completo.

Rifletteteci e vedrete che vi sarà d’aiuto.