Ryszard Kapuściński, celebre cronista

Ryszard Kapuściński è stato un giornalista che ha messo il lavoro al di sopra della propria vita. Con grande coraggio, è stato presente nei conflitti più sanguinosi del Novecento per raccontare ai suoi lettori quello che stava accadendo, con grande poesia e profondità.
Ryszard Kapuściński, celebre cronista

Ultimo aggiornamento: 26 giugno, 2021

Ryszard Kapuściński è stato uno dei cronisti più importanti del mondo, che si è recato sul campo anche a rischio della propria vita per raccogliere informazioni di prima mano.

Durante la sua carriera ha assistito a 27 rivoluzioni ed è stato su 12 fronti di guerra. È stato anche condannato a morte quattro volte e ha contratto la malaria e la tubercolosi mentre cercava informazioni.

Uno degli aspetti più notevoli della carriera di Ryszard Kapuściński è che il suo giornalismo non era incentrato sulle figure del potere, ma su quelle dei più deboli.

Ci ha raccontato gli effetti dei grandi eventi sulla vita delle persone comuni, visti dal cuore delle società in cui si sono verificati.

“Il lavoro dei giornalisti non è calpestare gli scarafaggi, ma accendere la luce, in modo che le persone possano vedere come corrono gli scarafaggi per nascondersi.”

-Ryszard Kapuściński-

Ha scritto circa 30 libri, oltre a innumerevoli articoli, saggi e poesie. Non era solo un ricercatore rigoroso, ma anche uno scrittore instancabile. Per i critici, la sua opera migliore è Ebano, una favolosa raccolta di saggi e cronache che raccontano la caduta del colonialismo nel continente africano.

Senza nulla togliere ad altre sue opere come Imperium, La prima guerra del football e altre guerre di poveri e L’Africa non esiste, che hanno fatto il giro del mondo.

Ryszard Kapuściński, un’infanzia nella povertà

Stranamente, non è ancora stata pubblicata una biografia dettagliata di Ryszard Kapuściński, quindi non conosciamo molto sulla sua vita. Ciò che sappiamo è contenuto nella sua opera In viaggio con Erodoto, in cui parla della sua infanzia.

Lo scrittore polacco era nato il 4 marzo 1932 a Pinsk, che oggi fa parte della Bielorussia. Kapuściński ce lo descrive come il posto più povero del suo paese e probabilmente di tutta Europa.

La povertà e la guerra sono state presenti fin dalla nascita. Dice di aver visitato per la prima volta Varsavia, che ha sempre amato, quando aveva 12 anni. In quella città, come in altre città polacche, si recò come rifugiato, poiché la famiglia era stata costretta per anni a fuggire dai conflitti armati che si susseguivano nel paese.

Questi continui spostamenti e la povertà influirono enormemente sulla sua visione del mondo. Fin da giovanissimo, sapeva che il suo destino era quello di “attraversare i confini”. Ecco perché fu sempre un instancabile viaggiatore.

“Il significato della vita è attraversare i confini”, disse una volta. Avvertiva anche uno speciale fascino per i paesi del terzo mondo, dove trovò numerose reminiscenze della sua infanzia.

Viaggiatore e giornalista

Ryszard Kapuściński aveva studiato storia, ma la vocazione giornalistica non tardò a farsi sentire. Iniziò lavorando per un piccolo giornale. Poi, a 32 anni, venne assunto dall’agenzia di stampa polacca, divenendo l’unico corrispondente internazionale per il suo paese.

Da allora, intraprese un lunghissimo viaggio che lo condusse attraverso l’Africa, l’Asia, l’Europa e le Americhe. Il suo lavoro suscita ancora oggi grande ammirazione in tutto il mondo.

In una biografia postuma, l’unica apparsa finora, si dice che Ryszard Kapuściński lavorasse per i servizi segreti del governo polacco. Finora queste informazioni non sono state confermate né negate. Anche se fosse vero, il valore della sua opera nel mostrare sempre la prospettiva dei più svantaggiati è innegabile.

Kapuściński aveva un metodo di indagine simile a quello di una spia; provava a scandagliare la mente e l’anima dei suoi soggetti con una passione irrefrenabile, fino a trovare minuziosi dettagli che illustrano appieno la realtà.

Ryszard Kapuściński, famoso cronista

La fama di Ryszard Kapuściński col tempo divenne universale. Lo stesso Gabriel García Márquez lo invitò a diventare insegnante presso la Fundación Nuevo Periodismo Iberoamericano.

Lavorò anche come docente presso diverse università e tenne numerose conferenze in giro per il mondo. Ha vinto diversi premi per il lavoro svolto.

Foto di Ryszard Kapuściński.

Credeva con fervore che per parlare e scrivere di un evento bisognava conoscerne la storia nei dettagli. Non entrò mai in una realtà senza consultare a fondo la sua storia e farsi un’idea precisa delle cause e delle conseguenze di una specifica situazione.

Era un giornalista che si inoltrava in territori difficili, riflettendo profondamente su quella realtà e narrandola in modo tale che qualsiasi essere umano potesse capire cosa c’era in gioco.

In un momento storico come quello attuale in cui i giornalisti sono ossessionati dalla fama e scrivono articoli spesso banali e sensazionalistici, Ryszard Kapuściński è un modello di integrità professionale a cui ispirarsi.

Non solo per la sua appassionata pratica del mestiere, ma anche per l’etica impeccabile i cui pilastri sono la verità e la prospettiva.

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  • Calvo, A. S. (2014). La memoria viva de Ryszard Kapuściński en España e Hispanoamérica. Roczniki Humanistyczne, 5(62), 165-176.