Sapete cosa caratterizza gli attacchi di panico?

27 giugno 2015 in Psicologia 430 Condivisi

Si tratta di periodi in cui una persona soffre improvvisamente di una paura o di un timore molto intenso e irrazionale; può durare qualche minuto così come delle ore. In genere, appaiono dal nulla e raggiungono la loro massima intensità più o meno dopo dieci minuti. Tuttavia, può durare per più tempo se l’individuo non fa nulla per venire fuori da questa situazione.

Se una persona soffre di attacchi di panico ripetuti e intensi, che si scatenano per vari fattori, è necessario consultare uno specialista. Certe persone fanno degli sforzi disperati per uscire da questa situazione, ma non ci riescono; altre ancora non fanno altro che aspettare che questo problema passi da solo.

Il sentimento ricorrente è quello del timore, del terrore, dello spavento, del panico, o in qualsiasi altro modo vogliate chiamarlo. Si producono dei sintomi fisici molto intensi, come l’iperventilazione polmonare, la tachicardia, la difficoltà respiratoria, i tremori, i giramenti di testa, le nausee, i mal di testa, ecc. Spesso, la persona non vuole uscire di casa o dal lavoro, preferisce restare in compagnia e non vuole salire sui mezzi pubblici.

Gli attacchi sopravvengono senza preavviso, possono scatenarsi in qualsiasi momento e luogo: hanno inizio con un’angoscia crescente, alla quale si sommano l’ansia e l’eccitazione fisiologica, senza che ci sia una causa apparente, o almeno una causa non facile da individuare a prima vista. Il loro effetto è chiaro: irrompere in maniera brusca e inaspettata nella normale vita di una persona, nella sua quotidianità. Questi sintomi possono continuare a manifestarsi anche quando la persona si è calmata.

Ci sono dei segni che appaiono nel momento della crisi ed altri che continuano a nascondersi nell’ombra, come l’instabilità, l’emicrania, l’ipertensione arteriosa, i dolori al petto, la tachicardia, la difficoltà a respirare, ecc.

Anche se gli attacchi di panico sono brevi, sono così intensi che coloro che li soffrono credono che dall’inizio alla fine dell’episodio siano passate delle ore invece che dei minuti. È frequente che la persona creda di essere in punto di morte o desideri assolutamente scappare da qualsiasi parte; il fatto di non poterlo fare fisicamente fa sì che la paura aumenti e colpisca la capacità di ragionamento.

L’età media in cui inizia questo problema sono i 22 anni; si fa risalire la causa a una separazione familiare durante la gioventù (l’allontanamento da una persona cara) o all’autonomia personale (doversi prendere cura di sé molto presto). Le sensazioni sono quelle di perdere il controllo o la ragione fino a morire e di voler scappare da qualche parte, in qualsiasi luogo, situazione o momento; si ha una percezione irreale di quanto sta accadendo.

Cosa provoca questi attacchi di panico?

Non è stata redatta una lista con tutte le cause degli attacchi di panico, perché esse dipendono dalle caratteristiche di ogni persona o situazione. Tuttavia, è possibile identificare alcune delle condizioni che scatenando una crisi:

  • Una predisposizione ereditaria: dei fattori relazionati con l’infanzia (fattori ambientali) possono essere la trasmissione della paura a un bambino durante l’educazione, una madre spaventata dal padre, un padre ossessivo del controllo, un trauma infantile, ecc.
  • Delle cause biologiche: ansia generale, disturbi da stress o per ossessioni, ipertiroidismo, insufficienza di vitamina B, ipoglicemia, stress post-traumatico, disturbi dell’udito, fra altri fattori.
  • Delle fobie: esse provocano una paura a breve termine e se non vengono trattate possono peggiorare sempre di più. Queste possono essere, per esempio, fobia dei ragni, degli spazi chiusi, degli aerei, della gente, …
  • I medicinali: alcuni antidepressivi possono generare attacchi di panico, così come gli stimolanti (la caffeina è la più comune)
  • Delle cause persistenti: pensare continuamente in modo negativo, avere una brutta immagine di sé stessi, credere cose negative sugli altri, trattenere i sentimenti, avere dubbi costanti, non interagire (evitare il confronto e avere una comunicazione passiva)
  • La sindrome dell’astinenza: l’attacco di panico può apparire quando si smette di assumere un certo tipo di sostanza, che sia legale o illegale (alcool, droghe, tabacco, medicinali, ecc.)

Come affrontare gli attacchi di panico?

Una volta capito che una persona soffre di attacchi di panico, il passo successivo è affrontare questa situazione; il fatto che il paziente possa sostenere la paura senza evitarla o schivarla richiede tempo e pazienza.

Queste regole d’oro per le crisi di panico sono veramente molto efficaci:

  • Ricordatevi che i vostri sentimenti sono solo un’esagerazione di quanto sta accadendo realmente
  • Si tratta solo di un momento sgradevole, ma non è né dannoso né pericoloso e non può accadere niente di male
  • Non sommate altri pensieri negativi o allarmistici in pieno attacco, è preferibile immaginarsi qualcosa di meraviglioso, come un uccello, un fiore o un tramonto
  • Prestate attenzione a quanto sta accadendo nel vostro corpo e non nella vostra mente
  • Aspettate e lasciate che il timore passi; non lottate, accettatelo e vedrete che, così com’è venuto, se ne andrà
  • Ricordatevi che, quando smetterete di pensare a cose brutte o allarmanti, la paura se ne andrà
  • La cosa principale è affrontare la paura e non evitarla: questa è una grande opportunità per crescere
  • Pensate nei progressi che avete fatto nonostante tutto
  • Appena vi sentite un po’ meglio, guardatevi attorno e siate riconoscenti per quello che avete
  • Quando vi sentite pronti, cominciate a muovervi piano; non correte e non fate sforzi.
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