Un sospiro è un soffio d’amore rivolto a chi ci manca

· 30 ottobre 2016

Dicono che ogni sospiro sia un soffio d’amore rivolto a chi ci manca. Il sospiro è considerato un atto quotidiano che ci permette di sfogarci dal dolore pungente delle nostre pene, di liberarci dal peso che soffoca la nostra anima con un respiro, un fugace sollievo per un dolore troppo forte.

Ebbene… i sospiri sono davvero la catarsi fisiologica dei nostri problemi emotivi? Solo in parte. L’uomo sospira quando è stressato, frustrato o avvolto dal grigio velo della tristezza. È in quei momenti che il nostro subconscio, quasi come un riflesso, sembra attivare quel meccanismo per procurarci nuovo ossigeno, per liberarci momentaneamente dal dolore.

Dicono che i sospiri siano la risposta a tutte le domande rimaste sospese in aria; dicono che alcuni sospiri racchiudano in sé più amore di qualsiasi bacio; ma se l’uomo sospira, è per un motivo concreto: per non morire.

Si potrebbe essere portati a credere che l’uomo realizzi questo gesto biologico semplicemente per dare sfogo alle sue emozioni. Tuttavia, non sempre è così, poiché se non sospirassimo, moriremmo. I sospiri, infatti, sono un tipo di respirazione specifica che realizziamo tutto il giorno in maniera involontaria.

Ogni soffio d’aria che ci lasciamo scappare con un suono, ci consente di ricominciare il ciclo della vita. Con l’articolo di oggi vogliamo condividere con voi questa curiosa scoperta.

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Il sospiro involontario: un soffio di vita

Esistono sospiri volontari e involontari. Questi ultimi sono in realtà un elemento fondamentale per la nostra salute e il mantenimento dei nostri polmoni. Si tratta di riflessi che, pur sembrando insignificanti, rispettano in realtà un’affascinante sequenza di passaggi che vale la pena conoscere.

Secondo uno studio realizzato presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Stanford (Stati Uniti), il nostro cervello “sceglie” il tipo di respirazione di cui abbiamo bisogno in ogni momento. I neuroni incaricati di svolgere questo delicato compito sono due e sono posizionati nel tronco encefalico; gli studiosi li hanno rinominati “bottoni dei sospiri”.

Ecco un dato piuttosto curioso: in determinati momenti i nostri alveoli collassano. Quando ciò accade, il passaggio di ossigeno e anidride carbonica nei nostri polmoni si vede seriamente compromesso. La soluzione? I “bottoni dei sospiri” danno l’ordine di sospirare così da aprire gli alveoli, permettendo al doppio dell’aria di entrare in circolo rispetto alla respirazione normale.

Si tratta di un meccanismo di sopravvivenza che realizziamo senza rendercene conto, una o due volte all’ora. Un meccanismo incredibile, non ci sono dubbi.

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I sospiri emotivi: quello che ci manca

Karl Teigen, celebre studioso dell’Università di Psicologia di Oslo, è stato premiato proprio per uno studio relativo ai “sospiri emotivi”. Nel 2010 ha infatti realizzato alcune ricerche che hanno portato alle seguenti conclusioni:

  • L’uomo è incredibilmente sensibile rispetto ai sospiri altrui. Tendiamo infatti a provare una forte empatia nei confronti di chi emette un profondo sospiro.
  • Tuttavia, l’aspetto più sorprendente è che tale connessione raggiunge altissimi livelli di intensità poiché tendiamo ad associare quell’atto al dolore emotivo.
  • Il nostro cervello interpreta i sospiri involontari come una fonte di sfogo causata dalla frustrazione, dalle delusioni, dalle pene, dalle sconfitte, dai desideri o nei confronti di chi ci manca. Per questo motivo, tendiamo a preoccuparci per chi sospira, “Che succede, cosa stai pensando, cosa ti preoccupa?”.   

L’uomo è molto più portato a provare empatia quando c’è di mezzo il dolore, piuttosto che la felicità. Si tratta di un meccanismo istintivo e sottile che è da sempre servito alla nostra specie per sopravvivere all’interno della società. Saper leggere le necessità altrui, infatti, è fondamentale per poter essere d’aiuto.

mani intrecciate in acqua

Sospirare per liberarci mentalmente e fisicamente

Adesso sappiamo che i sospiri sono vitali per non interrompere il ciclo di vita nei nostri polmoni, una connessione intima e perfetta tra il nostro cervello e il sistema respiratorio. Ebbene, secondo uno studio realizzato presso l’Università di Lovanio, se impiegassimo svariati momenti del giorno semplicemente a rilassarci e sospirare, i benefici per la nostra salute sarebbero numerosi.

Questo non dovrebbe stupirci, poiché la scienza della respirazione lenta e profonda già prevede tecniche di rilassamento, yoga ed altri esercizi relativi alla Mindfulness. Secondo gli autori dello studio, è opportuno realizzare i seguenti passaggi:

  • Cercare un luogo tranquillo che ci consenta di riposare mentalmente.
  • Sederci con la schiena dritta.
  • Portare il petto in fuori ed adagiare le mani in grembo.
  • Inspirare profondamente con il naso per 4 secondi. Trattenere l’aria per altri quattro secondi, poi rilasciarla con un lungo e sonoro sospiro della durata di sette secondi.

Oltre a farci rilassare, questo semplice esercizio ci consentirà di essere più presenti, migliorare le nostre capacità cognitive e spegnere il fastidioso brusio della nostra mente.

Come abbiamo visto, ogni sospiro racchiude in sé una dimensione affascinante che definisce chi siamo, come funzioniamo, quello che proviamo e persino come interagiamo con l’ambiente a noi circostante. Non esitate a sospirare ogni giorno ed ogni istante per dare il via ad un nuovo ciclo di vita e di felicità.

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