La storia di Gatto Tigrato e Miss Rondinella

· 21 settembre 2016

Questa storia fu scritta dall’autore brasiliano Jorge Amado, scomparso nel 2001. Come la maggior parte delle storie per bambini, i protagonisti sono animali che hanno caratteristiche umane. Quasi sempre l’intenzione di questi testi è quella di dare un insegnamento, una morale: hanno una funzione didattica e allo stesso tempo mettono in discussione un aspetto della condizione umana.

La struttura narrativa della favola si basa sull’opposizione, in altre parole i protagonisti si confrontano da prospettive soggettive. Tuttavia, questo confronto avviene in condizioni di disuguaglianza. Ad esempio, da un punto di vista sociale, questa situazione potrebbe vedere la contrapposizione tra un personaggio di classe alta e uno di classe bassa. Ma, a causa di un elemento narrativo imprevedibile, la situazione si capovolge.

Il gatto tigrato

La storia che vogliamo raccontarvi, quella tra il Gatto Tigrato e Miss Rondinella, si svolge in un parco abitato da alberi e animali di varie specie. Man mano che la trama si sviluppa, osserviamo che il tempo, con le sue stagioni, crea un’atmosfera che influisce e riflette lo stato d’animo dei personaggi

Amado descrive il gatto tigrato (uno dei protagonisti) come una persona di mezza età, lontano dalla sua giovinezza. E prosegue: “non c’era in giro una persona più egoista e solitaria. Non aveva rapporti di amicizia con i suoi vicini e quasi non rispondeva ai rari complimenti che, per paura e non per gentilezza, alcuni passanti gli rivolgevano”.

Niente altera la quotidianità del parco, fino a quando non arriva la primavera. Così, con “colori allegri, profumi che stordivano e sonore melodie. Il gatto tigrato dormiva quando irruppe la primavera, repentina e potente. Ma la sua presenza era talmente insistente e forte da svegliare il gatto dal suo sonno senza sogni. Spalancò gli occhi e stirò le zampe”.

Durante la nuova stagione primaverile, il gatto prova un insolito stato di ottimismo. “Si sentiva leggero, voleva dire parole senza impegno, camminare senza meta, perfino parlare con qualcuno. Scrutò ancora una volta con i suoi occhi scuri, ma non vide nessuno. Tutti se n’erano andati”. Tuttavia, “sul ramo di un albero Miss Rondinella pigolava e sorrideva a Gatto Tigrato”. Nel frattempo, “dai loro nascondigli, tutti gli abitanti del parco osservavano spaventati Miss Rondinella”.

Miss Rondinella

Jorge Amado descrive anche l’altra protagonista della favola: “Quando passeggiava, allegra e civettuola, non v’era uccellino in età da matrimonio che non sospirasse per lei. Era ancora molto giovane, ma ovunque si trovasse, la raggiungevano tutti i giovani del parco.

Lei rideva con tutti, stava con tutti, ma non amava nessuno. Libera da qualsiasi preoccupazione, volava di albero in albero nel bosco. Curiosa e chiacchierona, dal cuore innocente. A dire la verità, non esisteva nei parchi vicini una rondine tanto bella e gentile come Miss Rondinella”.

La rondine ebbe una conversazione con il gatto e arrivò al punto di insultarlo, cosa che gli altri abitanti del parco temevano segnasse la sua sentenza di morte. I suoi genitori le avevano proibito di relazionarsi con i gatti, perché per natura erano predatori e cacciatori di uccelli. Ma la rondinella non obbedì agi ordini e parlò con il gatto.

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Quella notte, la rondinella “posò il gentil capo sul petalo di rosa che le faceva da cuscino, aveva deciso che avrebbe continuato la conversazione con il gatto il giorno seguente: – È brutto, ma è simpatico… – mormorò addormentandosi. Anche il gatto tigrato pensò alla scontrosa rondinella. Lui, però, non possedeva una cosa: il cuscino. Oltre ad essere cattivo e brutto, il gatto tigrato era povero e quando riposava, appoggiava la testa sulle braccia”.

La malattia del gatto

Il gatto era molto stanco, tanto da credere di essersi ammalato. Poi si rese conto di avere la febbre e andò a cercare acqua al lago per alleviare il bruciore che sentiva dentro. E lì, nelle acque del lago, vide il riflesso di Miss Rondinella che lo guardava: “E la riconobbe in ogni foglia, in ogni goccia di rugiada, in ogni raggio di sole al crepuscolo, in ogni ombra della notte che stava arrivando”. Quando finalmente riuscì a conciliare il sonno, “sognò la rondinella, era la prima volta che sognava, erano passati molti anni ormai”.

Il gatto tigrato non si rendeva conto di essersi innamorato. Non riconosceva bene i suoi sentimenti. Da giovane si era innamorato molte volte, praticamente ogni settimana, ma non dava importanza a quei sentimenti. Di fatto, aveva spezzato molti cuori. Quando si risvegliò, ricordò di aver sognato tutta la notte la rondinella, ma decise di non volerci più pensare.

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Tuttavia, per tutta la primavera continuò a cercare la rondinella per parlare assieme a lei, non esauriva mai gli argomenti. Presto, cominciarono a passeggiare insieme nel parco. Lui camminava sull’erba fresca e lei gli volava accanto. Vagabondavano senza una meta precisa e commentavano il colore dei fiori, la bellezza del mondo che vedevano.

Il gatto tigrato ebbe un vero e proprio cambiamento. Ora, “non minacciava più gli altri esseri viventi, non calpestava più i fiori con le zampe, non rizzava più il pelo quando si avvicinava qualche estraneo e non scacciava più i cani arricciando i baffi o insultandoli tra i denti. Divenne un essere affabile e gentile, era il primo a fare complimenti agli altri abitanti del parco, colui che un tempo nemmeno rispondeva ai timidi “buongiorno” che gli venivano rivolti“.

L’amore ha confini?

Alla fine dell’estate, la rondinella e il gatto cenarono assieme. All’improvviso, mentre stavano conversando, il gatto non ce la fece più a resistere e le disse che se non fosse stato un gatto, le avrebbe già chiesto di sposarlo. “Quella notte, dopo quanto era accaduto, la rondinella non tornò. Il gatto tentava di capire cosa stesse succedendo, quali sentimenti contraddittori la stessero turbando. Pieno di tristezza e avvolto nella solitudine, decise di parlare con il gufo”.

All’inizio parlò con il gufo di argomenti senza molta importanza, ma dato che l’uccello era molto saggio, presto indovinò il vero motivo di quella visita così inaspettata. Dunque, senza aspettare che fosse il gatto a parlare, il gufo gli riferì i pettegolezzi e le voci che si sentivano al parco circa i suoi incontri con la rondine.

Tutti avevano una brutta opinione del gatto e questo lo mandò su tutte le furie. Alla fine, il vecchio gufo gli diede il suo parere: “Vecchio amico mio, non c’è niente da fare. Come hai potuto anche solo immaginare che la rondine ti avrebbe accettato come marito? Non è mai successa una cosa del genere e non succederà, nemmeno se lei ti amasse”.

cuore-che-fiorisce

Nonostante tutto, all’inizio dell’autunno, il gatto tigrato tornò a cercare la rondinella. La ritrovò seria e distaccata. Non sorrideva più e non mostrava più la simpatia dei tempi passati. Il gatto si sentiva molto triste e non riuscì a nasconderlo. Nel suo cuore risuonavano le parole del gufo, quindi si limitò a passeggiare con la rondine in silenzio.

Quella notte, il gatto tigrato tornò ad essere il delinquente che era sempre stato. Rincorse la papera nera, spaventò il pappagallo, graffiò il musetto di un cane e rubò le uova dal pollaio solo per lanciarle nei campi. Tutti gli abitanti del parco diffusero la notizia e tornarono a temere quel gatto che sembrava la reincarnazione del male.

Il finale della favola

Dopo un paio di giorni, il gatto tigrato ricevette una lettera da parte di Miss Rondinella, grazie ad un piccione viaggiatore. Nella lettera la rondine gli spiegava che non avrebbe mai potuto sposarsi con un gatto. Che non avrebbero dovuto rivedersi mai più.

Tuttavia, aveva aggiunto anche di non essere mai stata tanto felice quanto lo era stata in sua compagnia durante le loro passeggiate per il parco. Alla fine, concluse con una frase che spezzò il cuore al gatto: “Per sempre tua, Miss Rondinella”. Il gatto tigrato lesse e rilesse la lettera molte volte, fino ad impararla a memoria.

Qualche tempo dopo, la rondine si presentò senza alcun preavviso. Era talmente affascinante e dolce, come lo era in primavera. Sembrava che non fosse successo nulla, come se la distanza che la separava dal gatto fosse svanita, semplicemente. Il gatto era molto commosso. Nel tardo pomeriggio, scoprì la verità: “Rimasero insieme fino a che non giunse la notte. Poi, la rondine gli disse che quella era l’ultima volta che si sarebbero visti perché si sarebbe sposata con un usignolo, perché? Perché una rondine non si può sposare con un gatto”.

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Il gatto tigrato rimase paralizzato dalla notizia. Durante il matrimonio, non riuscì resistere e passò davanti al luogo della festa. La rondine, che ormai conosceva il rumore dei suoi passi, capì che era lì e lasciò che il vento trasportasse una sua lacrima fino alla zampa del gatto.

Questa “illuminò il solitario cammino del gatto tigrato nella notte senza stelle. Il gatto seguì la direzione dei sentieri stretti che portavano al bivio della fine del mondo”. In definitiva, una bellissima storia che ci ricorda l’eterna oscurità degli amori impossibili.