La tenera storia di Koko, il gorilla più intelligente del mondo

· 16 giugno 2017

Non tutti conoscono la storia di Koko, il gorilla più intelligente del mondo. Questo splendido animale nacque in uno zoo di San Francisco nel 1971. La psicologa Francine “Penny” Patterson decise di adottarla per uno studio da realizzare presso l’Università di Stanford, negli USA.

L’obiettivo iniziale era quello di svolgere un esperimento linguistico. La psicologa avrebbe dovuto insegnare al gorilla la lingua americana dei segni per i sordomuti. Se ci fosse riuscita, avrebbe potuto comunicare con il gorilla e conoscere in maniera diretta il pensiero di un primate.

“Per prima cosa fu necessario civilizzare l’uomo in rapporto all’uomo. Ora è necessario civilizzare l’uomo in rapporto alla natura e agli animali”

(Victor Hugo)

Dopo aver lavorato per 43 anni con Koko, è stato possibile notare che questo gorilla non ha mai cessato di sorprendere i suoi interlocutori. I suoi progressi sono stati impressionanti. Non solo ha imparato alla perfezione il linguaggio dei segni, ma ha anche regalato teneri messaggi al mondo e ha mostrato che dentro di sé vive molto più che una serie di abilità di apprendimento.

L’allenamento di Koko

Questa storia ha generato polemiche sin dall’inizio. In principio si dubitava che Koko fosse capace di imparare il linguaggio dei segni. Si riteneva che potesse al massimo ripetere i gesti effettuati dalla sua “insegnante”, ma senza comprenderne il significato.

La dottoressa Patterson, invece, era convinta del contrario, per questo istruì il gorilla con tanta pazienza. Il primo segno dell’effettiva comprensione di Koko fu aver coniato nuove parole, come ad esempio la parola “anello”. L’istruttrice gli aveva insegnato il termine “bracciale” e il termine “dito”, ma non il termine “anello”. Un giorno, Koko combinò il segno corrispondete a “bracciale” con quello corrispondente a “dito”, per fare riferimento a un anello che indossava l’insegnante.

Oggi la dottoressa Patterson dice che Koko ha un bagaglio linguistico di 1000 segni in totale; inoltre, capisce 2000 parole in inglese. Ci sono poi video in cui vediamo il gorilla emettere delle onomatopee, ovvero suoni prodotti deliberatamente per comunicare qualcosa. C’è chi crede persino che Koko potrebbe riuscire a dire alcune parole.

La meravigliosa storia di Koko e Pallina

La dottoressa Patterson aveva l’abitudine di leggere dei racconti al gorilla. I preferiti dal primate erano “Il gatto con gli stivali” e una storia su tre gattini. Quasi tutti i giorni Koko chiedeva all’insegnante di riascoltare quei racconti. Un giorno, sorprendentemente, disse alla dottoressa di volere un gatto.

Per una strana coincidenza, qualche tempo dopo, abbandonarono tre gattini vicino alla zona dove viveva Koko. Uno di questi era una femmina senza coda, che il gorilla adottò. Per mezzo del linguaggio dei segni, la battezzò con il nome di “Pallina”; da quel momento, i due animali divennero amici inseparabili. Koko si prendeva cura di lei con dedizione, faceva molta attenzione a ciò che la gatta faceva e giocavano sempre insieme.

Dopo 15 anni di amicizia, Pallina venne investita da una macchina e morì. La dottoressa disse al gorilla che non avrebbe più rivisto la sua amica e Koko rispose che si sentiva triste. C’è un video in cui sembra quasi singhiozzare quando è da solo. Questo fatto mise la pulce nell’orecchio a molti esperti, che iniziarono a credere che Koko avesse consapevolezza di cosa fosse la morte.

La ricercatrice Maureen Sheehan interrogò Koko al riguardo. Con il linguaggio dei segni, Koko rispose che i gorilla muoiono a causa di “problemi” o “da vecchi”. Disse anche che dopo la morte vanno “in un posto piacevole”. E, quando la ricercatrice chiese se i gorilla sono felici o tristi dopo la morte, Koko rispose “né una cosa né l’altra, semplicemente dormono”.

Il mondo interiore di Koko

Un fatto che attirò molto l’attenzione e che è documentato da un video fu la relazione tra Koko e l’attore e regista Robin Williams. Dopo la morte di Pallina, Koko si sentì triste per diverso tempo e riprese a sorridere solo quando Robin Williams andò a farle visita e le fece alcune battute. L’attore gli piacque molto. Quando gli annunciarono la sua morte, Koko espresse una profonda tristezza.

Un altro episodio impressionante riguarda il momento in cui un esperto spiegò a Koko il cambiamento climatico. Il gorilla assunse un’aria molto spaventata e allo stesso tempo interessata alla questione. Dopodiché, lanciò un messaggio agli esseri umani per mezzo dei segni: chiedendoci di prenderci cura del pianeta, disse di non fare gli stupidi e diede la seguente allerta: “la natura ci osserva”. Anche questo episodio è stato registrato in un video.

L’esperimento con Koko dimostra non solo che la sua specie è dotata di una grande intelligenza, ma anche che possiede un mondo emotivo assai ricco. Possiamo dedurre che i gorilla sono capaci di elaborare giudizi morali e razionali. Questo caso conferma ciò che molte persone sentono da tanto tempo: gli animali e gli esseri umani formano una fratellanza in cui sono più numerose le similitudini che le differenze.