Vivrò la mia vita finché non morirò

· 17 luglio 2015

“La prossima volta che dovrete decidere che cosa fare della vostra vita o che dovrete fare una scelta importante, fatevi questa domanda: Per quanto tempo sarò morto? Di fronte a questa prospettiva eterna, potete decidere adesso che cosa preferite fare, che cosa scegliere, e lasciare a chi sarà per sempre vivo i timori, le preoccupazioni, i sensi di colpa, i dubbi.

Se non iniziate ad agire in questo modo, potete benissimo trascorrere tutta la vostra vita agendo come gli altri credono che dovreste agire. Ma visto che il tempo che abbiamo a disposizione sulla Terra è poco, sarebbe meglio renderlo il più piacevole possibile. In poche parole, si tratta della vostra vita: fatene ciò che volete.” (Wayne Dyer)

Che cosa ve ne pare di queste parole? Vi sembrano utopia? Idealismo? Irrealizzabili nella pratica?

A prescindere da ciò che pensate, la verità è che parlano di voi, della vostra vita. Quella che a volte, o sempre, finiamo per rovinarci da soli.

Senza invocare persone o agenti esterni, cercheremo di farvi trovare la calma interiore. Se riuscirete a contemplare di più, vi renderete conto che la vera sfida non è nelle circostanze, ma in voi stessi.

Tenendo come punto di riferimento il bellissimo testo iniziale, prenderemo una alla volta quelle idee che possono sembrarvi idealiste e vi daremo alcuni consigli per portarle a termine.

Faremo tutto questo perché in fondo, anche se capita a tutti di sentirsi negativi, crediamo che la vita sia un regalo, e che valga la pena vivere la nostra esistenza, senza che la nostra mente la trasformi in un trauma. Si tratta soltanto di una passeggiata, che merita di essere percorsa e rispettata. Come disse Frank Sinatra: “Vivrò la mia vita finché non morirò”.

Prima riflessione:

Appendete i vostri dolori irrisolti in una corda, accanto alle preoccupazioni che non potranno mai essere risolte. Appendetele, guardatele e pensate: “Che cosa me ne faccio di tutto questo?”

Se non potete farci nulla, lasciatele appese. Se credete che una preoccupazione sia sana per poter andare avanti, prendetela. Vedremo più tardi se potete davvero tenerla con voi. Il resto, lasciatelo lì.

Non è questione di farli marcire, ma di lasciarli esposte al vento, alla terra, al sole, alla pioggia. Forse questi agenti naturali possono fare qualcosa al riguardo, ma la vostra testa non può. Non ci sono soluzioni, non ci sono cause per cui sono apparse nella vostra vita, anche se avete passato anni a pensare al perché si sono presentate.

Avete fatto tutto il possibile per trovare una risposta e per accettarle nella vostra vita, ma non trovate un modo per incastrarle nella vostra testa senza soffrire. Quindi, lasciatele andare. Adesso si trovano in un posto più spazioso e più saggio. Forse anche esse volevano andarsene, perché la vostra mente le soffocava. Giratevi. Vi sentite più leggeri?

Seconda riflessione:

Esistono cose più difficili da affrontare che le preoccupazioni e le insicurezze. Esistono traumi, lutti, perdite, malattie. Quelle sono più complicate da estrarre dalla testa, ma potete metterle nelle vostre mani, sostenerle, senza negare il peso che quelle esperienze hanno avuto nella vostra vita.

Cercate di sopportare tutte queste cose per un certo periodo, quello di cui avete bisogno. Trattenete la lezione che vi hanno insegnato, o che vi stanno ancora insegnando, ma dev’essere una lezione che vi aiuti a migliorare e ad andare avanti.

Non trattenete, invece, la sofferenza. Lasciate che sfugga dalle vostre mani e che ritorni all’universo, chiedetegli di occuparsene lui e voi, in cambio, andrete avanti. L’universo sarà felice di farlo.

vivere2

Terza riflessione:

Camminate leggeri. Questo è il momento di recuperare la magia che un giorno avete perso. Siate intuitivi. Contemplate la natura. Sorridete. Fate tutto quello che un tempo facevate, ma senza blocchi mentali.

Ricordate che non importa ciò che pensate, ma ciò che fate… Buttatevi!

Se siete nervosi, tristi, confusi, ansiosi, accettate queste emozioni e trattatele come tali. Non evitatele, sono parte di voi. Sono lo zaino che ci portiamo sulle spalle, ma non l’interruttore che ci comanda. Quello siete voi. Non sono loro a differenziarci, ma ciò che facciamo con esse o ciò che facciamo nonostante esse.

Accettate la sfida di vivere la vita anche se non vi sentite pronti per farlo. Se fossimo sempre pronti, sapete quanto sarebbe noioso?

Quarta riflessione:

Passiamo ora a una fase più complicata. È il momento di scegliere. Tutti moriremo nello stesso modo, quindi almeno scegliete come vivere!

Che cosa potete fare al riguardo? Non pensate che sia arrivato il momento di cercare qualcosa in più? Qualcosa che vi faccia sentire bene nella vita?

Adesso che avete lasciato il dolore alle spalle, forse vi sentirete strani. È normale, la tristezza crea dipendenza. La vostra mente vi dice cose tristi, e voi spesso agite assecondandola, è sempre stato così.

Per cambiare quest’abitudine che vi teneva in gabbia, non aspettate il via libera della mente. La nostra mente, infatti, è abituata a tenerci in guardia dai pericoli, ed è poco compassionevole. Questo è il momento di fare ciò che il vostro istinto e la vostra anima vi dicono, anche se prima non eravate pronti ad ascoltarli.

Fate una telefonata, leggete, comprate un biglietto e mettetevi in viaggio, passeggiate o abbracciate qualcuno. Sono cose che vi faranno sentire bene. Sedetevi e guardatevi intorno. Quando smetterete di lottare contro i sentimenti distruttivi, tutto sembrerà più bello.

vivere3

Quinta riflessione:

Scegliete. Scegliete chi volete essere. Come un’anima dentro questo universo immenso, esso vi chiederà poche spiegazioni. Non scegliete per convenienza, non per ciò che vi impone la società: scegliete ciò che volevate fare da tempo.

Segliete ciò che vedete. Scegliete le persone vicino a voi. Scegliete quello che leggete. Spegnete la televisione. Scartate, senza essere bruschi.

Costruitevi una vita coerente con i vostri valori, anche se non tutti saranno d’accordo.

Questa vita a volte è dura, è vero, ma non lasciate che la morte vi spaventi: la morte è lì per ricordarvi che la vita è corta, e che dovete sfruttarla.