Your name: tradizione, modernità e mitologia

· 17 Aprile 2019
Anche per i più scettici nei riguardi del cinema d'animazione giapponese, Your name può rivelarsi una piacevole sorpresa. La bellezza delle immagini e l'universalità della storia rendono questo film un emozionante incontro tra magia e sentimenti.

Your name è un film d’animazione giapponese uscito nelle sale nel 2016. Il regista Makoto Shinkai è anche l’autore del racconto su cui il film si basa.

Your name è, a oggi, il film d’animazione giapponese campione d’incassi della storia, e ha ricevuto svariati elogi dalla critica. A cosa è dovuto questo grande successo?

Your name è una pellicola in grado di raggiungere qualsiasi spettatore, persino quelli più scettici nei riguardi dei cartoni animati. Il messaggio che trasmette è universale, fa riferimento ai sentimenti, all’amore, ma al tempo stesso pone le basi per l’incontro con la tradizione giapponese.

Se vediamo il film dalla prospettiva occidentale, probabilmente non saremo in grado di coglierne tutti i significati. Al di là della storia d’amore e di connessione tra due giovani, Your name mette in mostra una serie di elementi che configurano la storia del Giappone. Per questo, il film acquisisce maggiore importanza per il pubblico del suo paese.

Anche se difficilmente comprenderemo la profondità del messaggio che trapela in ogni sua sfaccettatura, la storia che narra è universale e in grado di catturare tutti. È importante non essere scettici prima di iniziare: spesso ci lasciamo trascinare dalle apparenze e tendiamo a ignorare i film d’animazione, senza dar essi un’opportunità.

Anche se i protagonisti di Your name sono due adolescenti, il film non intende fare un ritratto di questa fase della vita, né addentrarsi nei problemi della stessa. Non è infatti un film tipicamente giovanile o infantile, anzi, la sceneggiatura è buona e i disegni eccezionali. L’animazione sembra una fotografia e si fonde con la storia.

Your name, tra tradizione e modernità

Il film inizia con la presentazione di Mitsuha, una giovane adolescente che vive in un piccolo paese chiamato Itomori. Stanca della vita nel suo paese e delle sue tradizioni, Mitsuha sogna di essere un ragazzo di Tokio.

I desideri, per quanto strampalati possano sembrare, a volte diventano realtà. Mitsuha inizia a fare degli strani sogni in cui abbandona il suo corpo e la vita rurale per incarnarsi in Taki, giovane abitante di Tokio.

Presto scopriamo che Taki è un ragazzo vero e che quei sogni così vividi sono in realtà il frutto di uno scambio tra i due: Taki si risveglia a volte nel corpo di Mitsuha e viceversa.

Questo scambio di persona avviene con una frequenza sempre maggiore, e i giovani iniziano a inviarsi promemoria sul cellulare con suggerimenti per la loro vita di tutti i giorni. Ciò dimostra come nel mondo contemporaneo possa ancora farsi spazio la fantasia.

La comparsa di elementi tecnologici di ultima generazione rinforza questa visione. Realtà e fantasia si fondono sullo schermo. Questi scambi rappresentano al tempo stesso una connessione con l’onirico, con la notte. Nel mondo dei sogni tutto è possibile, e di notte, si verificano gli eventi più magici.

Your name sake

Molte tradizioni associano il momento del crepuscolo a eventi magici o soprannaturali, là dove la sottile luce che separa giorno e notte è ritenuta un portale tra due mondi. Un attimo in cui la realtà può fondersi con la fantasia, la vita con la morte. Non a caso, la simbologia del crepuscolo viene spesso menzionata durante il film.

A Itomori le tradizioni ancestrali sono ancora fortemente radicate, infatti vedremo Mitsuha intenta a preparare il sake nello stile antico, ossia masticando i chicchi di riso per poi sputarli e farli riposare. Nella tradizione giapponese, questa bevanda veniva preparata dalle giovani vergini, e aveva connotazioni magiche. Nel film la vediamo associata al concetto di divinità.

Una delle chiavi del film riguarda i due scenari principali, Tokio e Itimori. Tokio è una delle città più moderne e tecnologiche del mondo, radicata però in un paese colmo di tradizioni e culture ancestrali.

Troppo spesso capita di associare il Giappone solo alla metropoli, dimenticando la sua immensa cultura. Persino Mitsuha ha un’immagine completamente idealizzata della grande città e rifiuta le sue origini.

Your name fonde tradizione e modernità, permettendo esse di incontrarsi tramite i due protagonisti e la particolare storia che ci racconta. Ben oltre lo scambio dei corpi, la trama prende una nuova dimensione nel momento in cui i due ragazzi decidono di incontrarsi. A questo punto, le avventure assumeranno un nuovo senso e ci porteranno alla ricerca dell’impossibile.

Itomori your name

La leggenda del filo rosso

Nell’ambito della finzione è possibile rappresentare l’impossibile, sempre però mantenendo un certo grado di verosimiglianza. In alcune scene di Your name, tuttavia, la verosimiglianza sembra venire meno, rischiando di creare una certa confusione nello spettatore. I salti da uno scenario all’altro possono confonderlo e non mancano incongruenze nella trama.

Il film sopperisce a tali incongruenze rifacendosi alla mitologia giapponese, all’elemento magico e fantastico. Anche soltanto per la qualità dei suoi disegni e il dettaglio delle immagini che, a volte, sembrano vere e proprie fotografie, Your name merita di essere visto. Non vuole essere una storia razionale e logica, bensì diventare espressione di sentimenti, magia e amore.

Nella tradizione orientale, esiste una leggenda ancestrale secondo cui due persone sono connesse tra loro attraverso un filo rosso. Un filo impercettibile, ma indistruttibile: può essere annodato, tirato… ma non si spezza mai. Accompagna le due persone fin dalla nascita e le mette in connessione per l’eternità. Qualsiasi cosa succeda, anche se fisicamente distanti, le persone ai due estremi dello stello filo sono destinate a incontrarsi.

Nel film non si menziona direttamente questa leggenda, però appare chiara fin dall’inizio. Una delle tradizioni più antiche di Itomori è la tessitura delle corde; Mitsuha porta sempre con sé una corda rossa che lancerà a Taki in un momento determinato. Grazie a questo legame, riusciranno a evocare la reminiscenza, ovvero l’idea di trovarsi in presenza di qualcosa che si è conosciuto in un altro luogo o in altro momento.

In Occidente è forse più noto il concetto di anima gemella, ed è proprio la speciale connessione tra i due protagonisti a essere evidenziata anche grazie alla presenza del filo rosso. Un legame che può superare barriere di spazio e tempo, e che riesce a creare un nuovo destino nel quale sembrava fosse impossibile che i due si incontrassero.

Your name meteorite

Your name, l’universalità dell’amore

Una storia di questa portata e raccontata attraverso gli occhi di due adolescenti rischia di cadere nel banale e nella parodia. Eppure il film riesce a narrare con successo una storia universale, oltre a dimostrare che persino nel mondo più artificiale e tecnologico c’è spazio per l’amore e per i sentimenti.

La bellezza delle immagini accompagna la trama creando un’ambientazione poetica, facendoci dimenticare la confusione iniziale per affondare nei sentimenti. La magia delle stelle, della natura, dell’universo e del contatto con la spiritualità si manifestano nel film, portandoci a dimenticare per un attimo il nostro solito scetticismo.

A tutto questo va aggiunto l’interessante punto di vista iniziale, il “conoscersi attraverso gli occhi dell’altro”, il mettersi nei panni di un’altra persona. Mitsuha vuole scappare da Itomori, ma Taki resterà ammaliato dalla bellezza del posto. Allo stesso modo, Taki è a malapena consapevole delle infinite possibilità che una città come Tokio può offrire, e sarà Mitsuha a trovare nuove opportunità in ogni angolo. Il mondo cambia a seconda della prospettiva con cui lo si guarda.

Your name lascia spazio anche a momenti di ilarità che rompono con la dolcezza della narrazione. Il regista apporta così il giusto realismo necessario a non edulcorare troppo la trama. I sogni, i sentimenti, la fantasia e la gioventù sono i protagonisti di un film che, anche se pieno di impronte mitologiche e tradizionali, ci trasmette un messaggio universale.

“Una cosa è certa, se ci vedessimo di sicuro lo capiremmo”

Your name