7 emozioni sgradevoli che i bambini devono imparare a gestire

· 20 gennaio 2016

Mantenersi alla larga dalle emozioni sgradevoli è impossibile, tanto per gli adulti quanto per i bambini. Anche se ci piacerebbe che i nostri figli andassero per il mondo protetti da una campana di vetro per evitare che soffrano, la verità è che ciò sarebbe del tutto controproducente.

Molti genitori, però, cercano di evitare in tutti i modi che i loro bambini sperimentino queste emozioni spiacevoli e a lungo andare questo atteggiamento risulta negativo, visto che prima o poi anche i più piccoli dovranno fare i conti con situazioni che causano loro dolore e frustrazione. Continuare a proteggerli renderà la loro vita adulta più difficile.

Non bisogna proteggere i bambini dalle emozioni sgradevoli, ma insegnare loro a gestirle nel modo giusto quando si presentano. I bambini hanno bisogno di imparare ad affrontare queste sensazioni in modo sano.

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Come aiutare i bambini a gestire le emozioni sgradevoli

Anche se non è un compito facile, insegnare ai bambini come fare i conti con il dolore, la tristezza, la rabbia e tante altre emozioni negative li preparerà ad affrontare la vita. Queste emozioni sgradevoli diventeranno sempre più intense, quindi imparare a gestirle sin da piccoli renderà più semplice il compito di adattarsi e maturare.

Allenare i bambini perché sappiano affrontare le loro emozioni è il modo migliore di prepararli a fare i conti con le responsabilità e le delusioni della vita adulta.

Insegnare ai bambini a gestire la noia

La noia è un’emozione che può colpire tutti. I bambini sono tra i primi ad essere propensi ad annoiarsi, e per questo richiedono sempre maggiori attenzioni. Ma il fatto che un bambino si annoi non significa sempre che l’adulto deve risolvere i suoi problemi. Anzi, a volte può essere positivo che i bambini si annoino un po’.

La noia stimola la loro innata capacità di essere creativi. Per questo motivo, dobbiamo spingere i bambini a trovare da soli un modo divertente per trascorrere il loro tempo, e non essere noi a offrire loro un intrattenimento costante.

Stimolate il bambino ad essere proattivo per sconfiggere la noia, e inducetelo a pensare in modo positivo su come risolvere questo problema.

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Insegnare ai bambini a gestire la frustrazione

Voler aiutare un bambino quando si sente frustrato è una reazione naturale, ma i bambini hanno bisogno di imparare a gestire quest’emozione in modo efficace. Non ci sarà sempre qualcuno che potrà farlo per loro, quindi devono sapere come affrontare una situazione frustrante.

Se un bambino fa fatica a finire i compiti per la scuola o a completare un puzzle, costruire un gioco, ecc. non dobbiamo fare il lavoro al suo posto. In questo modo, aumentiamo soltanto la sua frustrazione durante la crescita.

Al contrario, in questi casi bisogna parlare con il bambino, aiutarlo a tranquillizzarsi e stimolarlo nella ricerca di una soluzione. Imparerà così che per risolvere una situazione frustrante, il primo passo da compiere è calmarsi.

Se un bambino non riesce a risolvere i suoi problemi da solo, può sviluppare un sentimento di incapacità appresa. Vale a dire che crescerà convinto di aver sempre bisogno degli altri per risolvere i suoi problemi.

Insegnare ai bambini a gestire la tristezza

La tristezza è un’emozione che ci accompagna nel corso di tutta la vita. È una reazione normale, che si verifica come risposta a certi eventi e situazioni. I bambini devono imparare a identificare la tristezza e capire che è normale, che può succedere.

I vostri figli devono imparare che la vita non è tutta rose e fiori. Lasciate che vivano la loro tristezza con naturalezza, perché questo li aiuterà a sentirsi meglio con loro stessi e con i loro sentimenti. In fondo, la tristezza non è negativa, è solo malvista.

Insegnare ai bambini a gestire l’ansia

L’ansia costante non è un sentimento salutare per i bambini. È importante, quindi, che riescano a riconoscere quando si sentono ansiosi e ad identificare le situazioni che provocano in loro questa sensazione. Solo in questo modo potranno identificarla e gestirla.

Devono anche imparare a fare i conti con le paure generate dall’ansia, e capire che quell’emozione non deve impedire loro di ottenere ciò che desiderano, che si tratti del loro gioco preferito o di un voto alto in una verifica.

Quando un bambino si sente in ansia, è importante aiutarlo a capire che cosa gli sta succedendo e insegnargli come calmarsi. A volte è necessario lasciare che i più piccoli esternino i sentimenti di ansia, per poter mostrare loro che cosa sta succedendo e aiutarli a superare le loro paure. Reprimere questo sentimento non serve a nulla.

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Insegnare ai bambini a gestire la delusione

La delusione è un sentimento che si presenta nei bambini per molti motivi diversi, che quasi sempre sfuggono al nostro controllo. Può essere che la loro squadra del cuore abbia perso una partita, che non trovino il loro dolce preferito, che il loro amico sia stato assegnato a un gruppo diverso o che la mamma o il papà non rientrino in tempo per giocare con loro prima di cena.

A prescindere dal motivo che la scatena, la delusione è un sentimento che li accompagnerà per tutta la vita, e che devono imparare a gestire. Se non lo faranno, vivranno sempre con la sensazione che ogni delusione sia la fine del mondo.

Evitare che i bambini si sentano delusi o cercare di accontentarli sempre li renderà solo capricciosi ed egocentrici.

Insegnare ai bambini a gestire la rabbia

La rabbia non è un sentimento negativo. La cosa negativa è la nostra reazione quando la sperimentiamo. I bambini devono imparare i modi sani di gestire la rabbia e i sentimenti di ira, e devono capire che essere aggressivi non è necessario né salutare.

Quando un bambino si arrabbia, dobbiamo insegnarli a calmare il suo corpo, respirando profondamente e aspettando. Contare fino a dieci è una formula che funziona sia per i bambini sia per gli adulti, e che ci permette di pendere le distanze dalla situazione e controllarla meglio.

Insegnare ai bambini a gestire i sensi di colpa

Non possiamo sempre accettare le scuse dei bambini e chiudere un occhio su ciò che fanno. I bambini devono imparare a riconoscere che il loro comportamento si ripercuote sugli altri, e che scusarsi non sempre basta. Non si tratta di far provare loro vergogna, ma di suscitare un sano senso di colpa che provochi in loro un cambiamento costruttivo.

Se accettiamo le scuse di un bambino senza aiutarlo a capire che la colpa e la responsabilità per ciò che è accaduto sono sue, il bambino non imparerà che le sue azioni possono ferire gli altri.