Un cortometraggio per scoprire la magia dell’amore in un giorno di pioggia

· 14 giugno 2016

Dicono che l’amore arrivi senza aspettarlo, desiderarlo o cercarlo. L’amore è capriccioso e può fare la propria comparsa anche in un giorno di pioggia.

Strade che si riempiono di macchine e di ombrelli, una lieve pioggia che ricopre tutto con il suo manto rinfrescante, con il suo alone di suggerimenti, di premure e spintoni… Finché, improvvisamente, succede qualcosa: un incontro fugace, un sorriso, un gesto e due cuori che rimangono catturati l’uno dall’altro.

“The blue umbrella” (L’ombrello blu) è un delizioso cortometraggio della Pixar che gioca con gli elementi di una città in una sera di pioggia, fino a comporre in modo armonioso una deliziosa storia d’amore.

Di sicuro, dopo aver visto questo cortometraggio, non considererete più i giorni di pioggia allo stesso modo. Inoltre, vi capitasse di trovare un ombrello abbandonato e malmesso, non gli passerete più davanti senza farvi caso. Alla vostra mente tornerà senza dubbio il ricordo di questo meraviglioso cortometraggio.

Deliziatevi di ogni scena e della musica che la accompagna, insieme danno vita ad un brano unico, nel quale è possibile evincere diversi elementi. Vi invitiamo a riflettere a riguardo.

Giorni di pioggia e un ombrello che si ribella

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Vi siete mai ribellati contro qualcosa perché ambivate a raggiungere il vostro obiettivo? In “The blue umbrella” veniamo chiaramente invitati a pensare a questo e alla necessità di rischiare quando il destino, il caso o la magia della vita ci pongono dinanzi a qualcosa per cui vale la pena lottare.

Dicono che la pioggia siano lacrime dal cielo e che, nelle sere di tempesta, le emozioni umane si affinino, come guidati dall’istinto, come se ci liberassimo del nostro guscio per divenire entità maggiormente libere.

Questo cortometraggio della Pixar è stato scritto e diretto da Saschka Unseld nel 2013. L’ispirazione dietro alla creazione di questo piccolo tesoro audiovisivo e musicale è arrivata grazie al casuale ritrovamento di un ombrello blu abbandonato, dopo una giornata di pioggia a San Francisco.

Un incontro d’amore pieno di magia

Di certo sarà successo anche a voi di trovare, rotto su qualche marciapiede, un oggetto di uso quotidiano, come fosse un triste relitto che ha compiuto il proprio dovere combattendo contro la pioggia, la tempesta. Quale storia avrebbe dunque potuto raccontare un ombrello? Saschka Unseld lo sapeva chiaramente: doveva essere una storia d’amore.

In “L’ombrello blu” facciamo la scoperta di un incontro carico di magia tra un ombrello blu e uno rosso. La città si riveste del rumore della pioggia e tutto segue il rituale di sempre: una processione di scuri ombrelli che vanno e vengono, che entrano nelle stazioni della metro, che chiamano i taxi, che offrono riparo a quegli umani “incapsulati” sotto di loro…

In mezzo a quest’oceano di ombrelli scuri, risaltano i nostri due protagonisti. Rimangono affascinati l’uno dall’altro: dopo quest’incontro fugace, sembra già che non vogliano più separarsi.

Tuttavia, accade l’inevitabile. L’ombrello blu, trascinato dal proprio padrone, deve allontanarsi per sempre dall’ombrello rosso. Finisce così? Accetta la separazione? Assolutamente no: il nostro protagonista si ribella e si sradica dalla mano del proprietario, per poi rimanere per aria nella giungla d’asfalto, tra le auto, la gente, i tombini…

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Si è soliti dire che coloro che ballano con voi sotto la pioggia saranno capaci di camminare insieme a voi nei giorni tempestosi.

Questo cortometraggio, proiettato al cinema nel 2013 prima del film di animazione “Monsters University”, è un esempio di quel coraggio e quella spontaneità che tutti dovremmo mostrare in ambito affettivo.

A volte risulta necessario mostrare quella pennellata di “attenta” pazzia con la quale lanciarsi verso ciò che ci indica il nostro cuore.

  • La vita sta sempre al di là della nostra zona di comfort, al di là di quell’area in cui gironzolano gli ombrelli neri.
  • Se la pioggia è caos, l’amore lo è ancor di più. Per questo, quando appare la magia, non bisogna lasciarsela scappare. Il tempo ci dirà quali decisioni prendere, se valga la pena rischiare di più o se sia meglio fare un passo indietro.
  • Quando, però, si rimane catturati, quando la casualità ne presenta l’opportunità, non dobbiamo titubare o essere indecisi. Ogni momento in cui non abbiamo il coraggio di vivere rappresenta una pagina della nostra esistenza che un domani rimpiangeremo.

Sicuramente, dopo aver visto “The blue umbrella”, il vostro viso mostrerà un sorriso compiaciuto. Vi divertirete anche ad osservare come oggetti inanimati tanto tipici nelle nostre città facciano la loro parte per facilitare quell’incontro, affinché si ricopra della magia che merita. Diteci, quindi… Anche a voi piacciono i giorni di pioggia?