Film da vedere sui disturbi psicologici

16 gennaio 2016 in Film 21 Condivisi

I disturbi psicologici sono causa di sofferenza per un numero altissimo di persone nel mondo: sono circa 40 milioni gli individui afflitti da questo tipo di patologie; per dirlo con una statistica, una persona su quattro sarà colpita da una malattia mentale durante la sua vita.

Non c’è da stupirsi dunque se direttori cinematografici appartenuti ad ogni epoca della storia del cinema abbiano spesso inserito nei loro film protagonisti afflitti da disturbi psicologici.


“Sei matta, svitata. Hai perso la zucca. Ma ti rivelo un segreto: tutti i migliori sono matti.”

-Alice in Wonderland, Tim Burton-


L’inserimento di patologie di questo tipo nei film, se ben trattate, dotano i protagonisti di una maggiore complessità e ricchezza interiore, oltre a mostrarci, in alcuni casi, sfaccettature della malattia che non conoscevamo.

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Suspense, commedia drammatica o romantica, fantascienza, dramma… Qui di seguito vi proponiamo cinque magnifici film che trattano di disturbi psicologici di vario genere, e che se non avete ancora visto, non potete assolutamente perdervi.

La fossa dei serpenti (The Snake Pit, Anatole Litvak, 1948)

Il film si basa sull’omonimo best-seller autobiografico scritto da Mary Jane Ward nel 1946; la trama racconta le terribili esperienze vissute dalla protagonista all’interno di un manicomio.

Olivia de Havilland interpreta brillantemente il ruolo della protagonista, una scrittrice appena sposata che dopo aver dato mostra di un disturbo mentale, viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico.

La cura per il suo male finisce per rivelarsi peggiore della malattia stessa, e i terribili trattamenti a cui la donna è sottoposta all’interno dell’istituto psichiatrico, proprio come la così chiamata “fossa dei serpenti”, non fanno che aggravare il suo stato mentale.

La fossa dei serpenti fu il primo successo hollywoodiano ad affrontare, per la prima volta senza censure, il tema tabù della situazione dei pazienti all’interno degli ospedali psichiatrici del secondo dopoguerra; il film riuscì a creare una dimensione di suspense tale da portare la pellicola a ricevere ben 6 nomination all’Oscar; ciò nonostante, forse a causa della polemica che suscitò all’epoca, il film ne vinse uno solo, quello per il miglior sonoro.

La leggenda del re pescatore (The Fisher King, Therry Guilliam, 1991)

Questa commedia drammatica narra le vicende di Jack Lucas (Jeff Bridges), un mordace annunciatore radiofonico a cui talvolta capita di insultare gli ascoltatori che contattano il suo programma. Dopo aver mal interpretato un suo messaggio, uno di questi finisce per assassinare sette persone in un bar di yuppies.

Convinto di essere la causa della strage a causa del suo narcisismo, il protagonista subisce un crollo emotivo. Tre anni più tardi conosce Parry (Robin Williams), un vagabondo squilibrato e delirante, che il caso vuole abbia perso la moglie nel massacro del bar.

Jack e Parry formano una coppia eccezionale, quest’ultimo afflitto da una severa psicosi post traumatica e da manie di persecuzione (paranoia), oltre che da schizofrenia.

Il parallelismo con la figura leggendaria del Re Pescatore è costante per tutta la durata del film: entrambi i personaggi hanno bisogno di cure, ed entrambi rappresentano la salvezza per l’altro, nella loro imperterrita ricerca del Santo Graal nella jungla newyorchese.

Benny & Joon (Jeremiah S. Chechik, 1993)

Nella storia del cinema non mancano le commedie romantiche in cui l’amore trionfa tra persone afflitte da disturbi psicologici. Benny & Joon ne sono la conferma: Benny (Aidan Quinn) ha in custodia la sorella Joon (Mary Stuart Masterson), la quale soffre di schizofrenia.

A seguito di una sproporzionata scommessa durante una partita di poker, entrambi si vedono obbligati a convivere con Sam (Johnny Depp), un ragazzo stravagante con un vero talento per l’arte della mimica. E proprio come dice il detto, l’amore colpisce tutti, e Sam e Joon finiscono per innamorarsi l’uno dell’altra.

Donnie Darko (Richard Kelly, 2001)

Tra i film che hanno trattato il tema delle patologie mentali non mancano esempi appartenenti al genere della fantascienza; è questo il caso di Donnie Darko, film basato su realtà parallele e viaggi nel tempo, in cui lo squilibrio mentale serve da spunto per la creazione di mondi fantastici.

Questo film cult ha per protagonisti Jake Gyllenhaal, Drew Barrymore e Patrick Swayze, e racconta le insolite vicende di un adolescente schizofrenico e sonnambulo (interpretato da Gyllenhaal), con un’immaginazione e un’intelligenza sviluppate più del normale.

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Donnie scampa alla morte grazie all’apparizione di un coniglio gigante e demoniaco chiamato Frank, il quale oltre a dotarlo di poteri soprannaturali, predice il giorno della sua personale fine del mondo.

Donnie Darko non approdò mai sui teleschermi a causa della concomitanza con l’attentato alle Torri Gemelle, fatto che non impedì alla pellicola di raggiungere comunque un grande successo.

Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

Quest’esempio di cinema indie allo stile di David Lynch, narra la vita di Curtis LaForche, un padre di famiglia che vive insieme alla moglie e alla figlia in un piccolo paese dell’Ohio.

Curtis comincia a fare strani sogni dal carattere apocalittico, e proprio quando sembra che la sua vita stia andando in frantumi, decide di costruire nel cortile di casa sua un rifugio per la preannunciata tormenta. Le sue visioni e il suo comportamento sempre più strano portano lo spettatore a chiedersi se il reale motivo della costruzione del rifugio sia quello di proteggere i membri della famiglia dai pericoli delle sue visioni oppure da se stesso.

Con queste cinque perfette proposte per cinefili ci auguriamo, se mai diventerete pazzi, che sia per il cinema! Buona visione!

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