Il lato positivo

· 6 ottobre 2015

Il lato positivo – Silver Linings Playbook” è un film che racconta la storia di Pat Solatano (Bradley Cooper), un ragazzo che è appena stato dimesso da un centro di salute mentale.

I problemi di Pat hanno avuto inizio alcuni mesi prima, quando ha aggredito l‘amante di sua moglie. Una volta dimesso dal centro, torna a vivere a casa dei genitori, che si aspettano che il figlio si ricostruisca una vita grazie all’ottimismo e a una grande passione: la squadra locale di footbal americano.

Tutto cambia quando Pat conosce Tiffany, una ragazza problematica che si offre di aiutarlo a riconquistare sua moglie.

Come calmare la rabbia e adottare un atteggiamento positivo nella vita

Il film di David O. Russel (regista di “The Fighter” e “American Hustle – L’apparenza inganna”) tratta due grandi temi: quello della rabbia e della generosità.

Per quanto riguarda la rabbia, c’è una verità che non possiamo negare: a tutti è capitato qualche volta di perdere il lume della ragione. E di solito preferiamo non parlarne, perché queste esperienze ci lasciano ricordi poco piacevoli. La cosa innegabile, però, è che la tensione nervosa ha tradito tutti più di una volta nella vita.

Spesso si tratta di arrabbiature momentanee, che non hanno una grande ripercussione sul futuro. Altre volte, però, i sentimenti negativi riescono a trasformarci completamente e a farci diventare una specie di mostri violenti e pieni di collera.

Quando dobbiamo iniziare a preoccuparci? Quando la rabbia inizia a fare perte della nostra personalità, invece di essere una reazione momentanea.

Se si tratta di una pennellata isolata, è impossibile che sia parte del quadro, ma quando i tratti sono così costanti da delineare un volto o un paesaggio, è arrivato il momento di preoccuparsi.

Possiamo assicurarvi che arrabbiarsi è positivo. Fa bene mostrare il nostro rifiuto di fronte a una situazione, manifestare il fatto di non trovarci d’accordo con qualcuno o qualcosa, è uno dei modi che abbiamo per sfogarci.

Essere sempre felici è impossibile, di fatto è indispensabile navigare in altre acque per un po’, nelle acque tempestose della rabbia, se vogliamo arrivare alla nostra meta: la felicità.

Una persona ragionevolmente sana sarà soddisfatta della sua vita, anche se di tanto in tanto appaiono la frustrazione e la rabbia. Questo significa che la felicità è la regola che deve guidare la nostra esistenza, ma c’è bisogno anche dell’opposto ogni tanto. Entrambi i sentimenti sono necessari.

Il protagonista del film, però, decide di andare oltre. Quando la rabbia si impossessa di lui, Pat fa uso della forza e della violenza fisica. Si tratta di un segnale d’allarme? Senz’altro. Riuscire a contenersi, in questi casi, è fondamentale per mantenere la nostra salute mentale.

Bisogna anche tenere in considerazione che contenerci è necessario, ma non reprimerci. Non confondete le due cose!

Reprimere a lungo i nostri sentimenti può avere risultati catastrofici. Immagazzinare la rabbia serve soltanto ad aumentare il nostro rancore, per cui è necessario lasciare andare, di tanto in tanto, tutti i sentimenti e le sensazioni che ci infastidiscono.

Secondo gli esperti, una persona che mostra il suo malessere in modo regolare, ma controllato, è più affidabile di chi non si sbilancia mai per nulla e poi, da un giorno all’altro, esplode emotivamente. Questi soggetti sono quelli che causano il danno maggiore, visto che esprimono il loro dolore in modo brusco e incontrollato. L’essere fuori controllo di solito incide negativamente sulla società che li circonda.

Una delle migliori opzioni per lottare contro gli sfoghi di rabbia sproporzionati è lo sport. L’attività fisica costante (a prescindere da quale tipo di sport pratichiamo) serve da valvola di sfogo sia per il corpo che per la mente.

Questo film ci trasmette anche un messaggio che, per quanto sembri scontato, è bene non dimenticare: la famiglia è importante, per non dire vitale, nell’aiutarci a superare qualsiasi tipo di problema.

Nel lungometraggio di David O. Russel, la famiglia è composta da personaggi eccentrici, comici, ma la cui funzione è la stessa di quella di qualsiasi buon padre o madre: aiutare il figlio a superare una situazione avversa, in questo caso la sua aggressività.