L’amore senza tenerezza non mi va bene, non è autentico

30 ottobre 2016 in Emozioni 436 Condivisi

L’amore senza tenerezza non mi va bene, non lo voglio. Non è autentico. Perché per me la tenerezza è il linguaggio più colto e delicato dell’affetto. Con ogni parola, con ogni gesto e con ogni abbraccio offerto teneramente, si apre il vaso della nostra essenza più intima, quella che ci definisce nel legame della persona che amiamo.

“Tenerezza” è quella parola che ormai troviamo solo nel Museo dei Gesti Dimenticati. Inoltre, non tutti sono fatti di quel materiale con cui l’affetto trova il suo cammino, la sua vetta, i suoi percorsi per dare un vero senso all’amore. C’è bisogno di una certa serenità e calma interiore per ritrovarsi nella delicatezza di quelle vie, per trovare quell’affetto sincero che accarezza la pelle e fa battere il cuore.

Paul Elkan, uno degli psicologi più famosi nell’ambito degli studi sulle emozioni, nel 1999 propose una tesi in cui sosteneva che la tenerezza è un’emozione basilare che molti hanno trascurato. In essa si armonizzano il bisogno di attenzioni, l’affetto, l’empatia e la necessità di intimità con cui conferiamo sicurezza e calore.

La tenerezza è, soprattutto, un gesto di offerta, l’espressione più autentica dell’affetto.
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L’esercizio quotidiano della tenerezza ci rende persone degne

La tenerezza ci rende esseri umani degni. Ci permette di acquisire una conoscenza in cui la semplicità ottiene finalmente un’essenza più degna e saggia, che sconfigge gli artifici, gli egoismi e i materialismi, per ritrovarsi pelle contro pelle e cuore contro cuore con il proprio amato.

Tuttavia, c’è un aspetto che non possiamo tralasciare. Come abbiamo detto in precedenza, non tutti sanno né possono offrire una vera tenerezza: serve una buona dose di pace interiore, di maturità emotiva e di auto-conoscenza. Per amare con passione e onorare con tenerezza, dobbiamo offrire il meglio di noi e questo non sarà mai possibile se fuggiamo da noi stessi.

Un altro aspetto da considerare a proposito dell’esercizio quotidiano della tenerezza è che essa non si esprime solo nei momenti più intimi: nell’arte della sensibilità, essa viene rappresentata nella corporalità. Tuttavia, le persone più sagge e impegnate nel dare per mezzo dell’affettuosità sanno che “tenerezza” significa vicinanza e desiderio di reinventarsi nel linguaggio della benevolenza, per compiacere il cuore dell’altro.

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L’affetto come processo di auto-conoscenza

A nessuno di noi sono state insegnate le basi dell’amore più proficuo, quello che non ferisce e che permette di crescere. Non ci è stato insegnato né mostrato da un libro, ma l’abbiamo visto e vissuto durante l’infanzia, momento in cui ogni bambino viene iniziato al mondo dell’affetto nel modo più o meno corretto.

La tenerezza è il vincolo più potente, è necessario per rafforzare l’attaccamento sano e solido tra genitori e figli. È anche il sostegno emotivo più importante per un bambino. Dopo l’infanzia, utilizziamo questi significati, gesti, e riti di affettuosità con i nostri cari.

Ciò ci dimostra che la tenerezza dovrebbe essere presente nel corso di tutto il nostro ciclo vitale. Perché l’attenzione, l’affetto e le carezze danno vita ad una corretta educazione dei sentimenti.

Se metteremo in pratica queste tre dimensioni senza paure o esitazioni, il nostro modo di comunicare sarà più efficace. Sapremo scegliere le parole per immergerci negli sguardi, saremo saggi artigiani dell’intimità che nutre l’affetto, che calma le paure e allontana i dubbi. Perché niente è più potente di un abbraccio quando il nostro partner ne ha bisogno, anche se è ancora più appagante quando viene dato senza un motivo particolare. Solo perché ce lo chiede il nostro cuore.

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Ora sapete quanto è importanti essere “istruiti” nel destreggiare l’affettuosità e nella gestione della tenerezza. Solo così potrete costruire legami più solidi e significativi. Perché, ci crediate o meno, ciò che dà davvero forza e vitalità all’amore è la tenerezza, l’attenzione e l’affetto che si palesa nelle cose più semplici ed elementari del quotidiano.

L’espressione della tenerezza è dolce, delicata e preziosa, perché ci obbliga ad aprire il vaso della nostra essenza per condividerla senza paura con le persone che amiamo. Ci lasciamo conoscere senza barriere difensive per poter appianare tutti i sentieri e favorire, così, un incontro pieno ed eccezionale.

Perché, in fin dei conti, la tenerezza è ciò che dà vita all’anziano, che addormenta il bambino e che disarma l’adulto.

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