Leggere non significa vivere, ma è un modo per sentirsi vivi

· 3 novembre 2015

Leggere non significa vivere, ma è uno dei migliori modi di sentirsi vivi, di immergersi in un oceano di lettere dove trovar rifugio, rinascere e liberarsi in una delle tante isole di serenità letterarie.

Cosa significa per voi leggere? Alcuni sostengono si legga per assumere la consapevolezza che non si è soli, altri credono che leggere aiuti a rendere ogni giorno più intenso e gratificante.


 

Immergersi in un libro è un esercizio che ci nutre, ci educa e rende le nostre menti entità più libere, più vigorose.


 

libri sono un bene universale che dovrebbe essere trascendentale a mondi e culture differenti, andando oltre la dimensione del tempo. Si tratta dell’eredità dell’umanità, che dovrebbe essere tramandata dai padri ai figli come un bene prezioso.

Se siete artigiani delle notti di lettura intensa, siamo sicuri che vi identificherete nelle prossime riflessioni, e vi invitiamo ad implementarle a vostra volta.

Le letture dell’infanzia

Il primo approccio al mondo della lettura/scrittura avviene quando gli adulti aprono per noi i primi volumi, consentendoci di immergerci fra quelle pagine che a volte siamo noi stessi a scoprire.


 

Le prime letture dell’infanzia sono impronte di emozioni che si intrecciano con fantasie indimenticabili. Erano serrature da cui sbirciare per la prima volta per provare terrore, avventura, amore…


 

Spesso riprendendo in mano i nostri libri d’infanzia e sfogliando quelle pagine ingiallite, chiudiamo gli occhi, provando il desiderio di rivivere nuovamente tutto quelle sensazioni così nuove ed intense. Quei libri che conserviamo ancora con il nostro nome impresso in prima pagina.

I libri antichi in qualche modo sono fotografie dell’anima, come piccoli universi contenenti moltissime parti di noi.

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Si tratta di emozioni contenute in mari di lettere che ci commuovono ancora e che portano a chiederci se i bambini d’oggi si avvicinano alla lettura con tutta la passione con cui lo facevamo noi. Sembra evidente che vivono in un mondo totalmente differente, in cui la società è saltata in groppa alla tecnologia piuttosto che sulle fragili pagine di un libro.

Ma adesso, lasciando da parte le differenze, vale la pena investire uno sforzo reale per rendere possibile questo avvicinamento. In che modo? Attraverso questi semplici trucchi:

  • È compito di tutti iniziare i bambini alla lettura fin da subito.
  • La miglior maniera di farlo è d’essergli d’esempio. Se i libri entrano a far parte della realtà che li circonda in modo intimo e familiare, sarà così anche nel loro futuro.
  • Non obbligateli a leggere una determinata tipologia di libri. Ci si deve avvicinare alla lettura con curiosità e in libertà: lasciate che siano loro a sceglierli.
  • Stabilite degli orari per la lettura. Potete dedicare le ore della sera a quell’istante di pace in cui andare a letto accompagnati da un libro.

I libri e l’arte dei sensi

Non importa quanto sia grande il volume, in realtà non rappresenta un peso né un fastidio. A volte mettiamo in borsa libri enormi, per divorarli mentre viaggiamo in autobus o in treno: sono isole in cui rifugiarsi.


 

I libri si leggono, si annusano, si accarezzano e, per molti, non si prestano. Sono amici silenziosi con i quali stabilire un’unione unica ed eccezionale. Amici di piaceri e avventure.


I libri possono essere gustati sotto svariati aspetti. È infatti probabile che vi siate già fatti questa domanda:

Perché i libri più antichi hanno quell’odore così peculiare che tanto ci attrae e cattura?

– Si deve tutto ad un elemento celato nelle pagine. Il segreto sta nella lignina (cugina stretta della vaniglina). Si tratta di un polimero presente nel regno vegetale, e che conferisce agli alberi la loro rigidità.

– I libri fatti alla maniera antica, contengono questa singolare essenza di vaniglia che aumenta man mano che i fogli invecchiano e ingialliscono.

Al giorno d’oggi questo processo è cambiato, e non è più così frequente annusare quell’inebriante fragranza di antichità. Ancora meno se si pensa all’auge dei dispositivi elettronici.

Leggere per essere liberi, leggere per essere felici

La lettura è molto più che un rifugio quotidiano, è l’alba di nuove conoscenze, è la possibilità di vivere le storie di altri, è il passaggio attraverso mondi impossibili… è come quando chiudiamo un libro e scopriamo di non essere più gli stessi.

Leggere ci espande, ci permette di tornare alla realtà quando vogliamo, consapevoli che in fondo al nostro essere esiste qualcosa che ci mantiene legati al mondo della fantasia.

E anche se lo sappiamo, anche se comprendiamo che leggere non è vivere perché non è la vita reale, loro, i libri, continuano a rendere i nostri giorni più vividi.

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Come saranno coloro che non hanno mai aperto un libro? Citiamo le parole di Gandhi:


 

Se non leggi, non succede nulla, ma se lo fai, succede molto.


Non ci sono dubbi sul fatto che la vita sia uno scrigno di saggezza, ma chi legge al tempo che respira e chi ricerca ogni giorno il momento in cui aprire le serrature della letteratura ne ricava intensi benefici:

– Nonostante molti pensino che chi legge troppo lo fa perché non vuole vivere la realtà, questo è un pensiero sbagliato. La lettura rappresenta un apprendimento costante in grado di forgiare persone più abili.

– Un buon libro ci permette di sminuire molti aspetti della quotidianità che sono causa di stress e ansia. I libri ci istruiscono, ci dilettano, ci calmano e ci introducono a nuove conoscenze.

Chi è abituato a leggere spesso tende a diventare più esigente e ad affinare il proprio senso critico. Vanta opinioni multiple e varie, ed ha una propria visione ben salda, avendo vissuto in innumerevoli mondi ed essendo penetrato in innumerevoli menti.


 

Leggere non è solo un modo di essere più liberi. È anche una potente arma sempre a portata di mano.


Immagine gentile cortesia di: Зенина Ксения, Erin McGuire