Educazione e “madri tossiche”

· 11 settembre 2015

Oggi parleremo delle cosiddette “madri tossiche”; ciononostante, va specificato che esistono anche i padri tossici e i nonni tossici. Queste persone fanno tutto tranne che incentivare la maturità personale e la sicurezza nel bambino; non gli permettono di aprirsi al mondo nell’età adulta, bensì lo afferrano con pesanti catene, impedendogli completamente di raggiungere un’indipendenza fisica ed emotiva.

Il ruolo della madre, da sempre, esercita un peso più intenso rispetto agli altri nell’educazione del bambino. È lei che sviluppa il legame di affetto e protezione più forte con il neonato. In una situazione equilibrata, questo bebè si allontanerà dalle braccia della madre un giorno dopo l’altro, per avanzare con sicurezza nel mondo, pronto a maturare in modo intelligente e certo di essere amato da colei che gli ha offerto un amore incondizionato, ma allo stesso tempo sano.

Le madri tossiche offrono ai loro figli un amore assillante e immaturo. Proiettano su di loro le proprie insicurezze per affermarsi personalmente e, in questo modo, avere un controllo maggiore sulla propria vita e su quella dei loro figli.

Cosa si nasconde dietro alla personalità delle madri tossiche?

Forse vi sembrerà strano, ma dietro al comportamento di una madre tossica c’è l’amore. Tutti sappiamo che, quando si parla d’amore, bisogna considerare entrambe le facce della medaglia: c’è una dimensione capace di promuovere la crescita personale dell’individuo (sia a livello di coppia, che familiare), e poi c’è il lato più maniacale, in cui si esercita un amore egoista ed interessato, spesso asfissiante, che può rivelarsi totalmente distruttivo.

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La cosa preoccupante è che i familiari che adescano le trappole della maniacalità lo fanno nei confronti di bambini in pieno processo di maturazione personale, ovvero proprio nel momento in cui dovrebbero svilupparsi la personalità e l’autostima. Questo atteggiamento produrrà nel ragazzino grandi vuoti e forti insicurezze, spesso insanabili.

Ora analizzeremo le dimensioni psicologiche che caratterizzano le madri tossiche:

  1. Personalità insicura

Spesso e volentieri, nel profondo di queste madri, si cela una mancanza di autostima e di autosufficienza che le obbliga a considerare i figli come l’unico “salvagente” possibile; per questa ragione, vogliono decidere per loro e controllarli, per poterli avere accanto in ogni momento, affinché questi soddisfino le loro necessità.

Rendersi conto che i loro figli stanno diventando autonomi, che non hanno bisogno di loro più di tanto, che sono in grado di gestire la propria vita, crea in queste madri una forte ansia, perché hanno paura di rimanere da sole. Mettono quindi in funzione trappole molto sottili, per mantenerli vicini e convincerli che è giusto così. A questo scopo, infondono nei loro figli l’idea della mancanza di autostima e sicurezza quando sono ancora bambini.

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  1. Ossessione per il controllo

La necessità di tenere sotto controllo ogni aspetto della loro vita le porta a fare lo stesso con la vita dei loro figli. Non sono capaci di concepire dei limiti: per loro, il controllo è sinonimo di sicurezza, di assenza di cambiamento, cosa che le fa sentire bene.

Queste madri credono di fare del bene quando esercitano il controllo, pensano di dimostrare così il loro amore per gli altri. “Ti rendo la vita più semplice controllando le tue cose, e lo faccio affinché tu sia felice”, “voglio solo il meglio per te, controllandoti faccio sì che tu non commetta errori”, …

Il controllo inteso come giustificazione dell’affetto è il peggior atto di iper-protezione che esista. Così facendo, si impedisce ai bambini di diventare autonomi, abili e coraggiosi, ma, soprattutto, si impedisce loro di imparare dagli sbagli.

  1. Proiezione dei propri desideri irrealizzati

Voglio che tu ottenga ciò che non ho ottenuto io”, “non voglio che tu faccia i miei stessi errori”, “voglio che tu diventi la persona che io non sono potuta diventare”.

Spesso, le madri tossiche proiettano sui figli i desideri irrealizzati del proprio passato, senza nemmeno chiedere ai ragazzi cosa vorrebbero, senza dar loro la possibilità di scegliere. Credono, così, di dimostrare un amore incondizionato; in realtà si tratta di un amore falso, interessato.

Come affrontare una madre o un familiare “tossico”?

  • Siate consapevoli del fatto che dovete rompere il ciclo della tossicità. Avete vissuto dentro a questo circolo per molto tempo, conoscete le ferite che esso vi ha provocato; ora dovete comprendere che avete bisogno di tirare fuori le vostre ali per essere voi stessi, per essere felici. Non sarà facile, ma dovete cominciare a dire “no”, a esternare i vostri bisogni a voce alta, ad alzare i vostri muri personali, che nessuno deve permettersi di attraversare.
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  • Si tratta di vostra madre, o di un altro familiare, perciò sapete che rompere questo ciclo di tossicità può far stare male qualcuno. Talvolta, dire la verità a proposito dei propri sentimenti può ferire gli altri, ma si tratta di un passaggio di vitale importanza. È legittimo marcare i limiti e chiarire cosa permettete e cosa no. Insistete sul fatto che il vostro scopo non è far soffrire qualcuno, ma è smettere di far soffrire voi stessi.
  • Occhio alla manipolazione. Ci sono volte in cui la manipolazione è così sottile che non si vede: fate attenzione ad ogni parola e ad ogni comportamento. Non cadete nella rete della vittimizzazione: si tratta di una risorsa della quale fanno uso facilmente le madri e le persone tossiche. Si mostrano come le più sofferenti; in realtà le persone che risentono di più della situazione siete proprio voi, e questo dolore è causato da loro. Ricordatevelo sempre.

Immagine principale per gentile concessione di Anna Radchenko