Stress da ricerca del lavoro e depressione

· 8 dicembre 2018
L'ansia e lo stress legati alla ricerca del lavoro possono sfociare in una depressione maggiore. In questo caso, la terapia cognitivo comportamentale è quella che più ci aiuta a cambiare atteggiamento.L'ansia e lo stress legati alla ricerca del lavoro possono sfociare in una depressione maggiore. In questo caso, la terapia cognitivo comportamentale è quella che più ci aiuta a cambiare atteggiamento.

A volte il semplice fatto di preparare il Curriculum Vitae produce ansia. Lo stress da ricerca del lavoro non è immotivato, spesso non ricevere alcun riscontro o risposta ci fa cadere in uno stato di completa impotenza. Scarse aspettative e incertezza amplificano tale sofferenza.

Quando cerchiamo informazioni sullo stress e ansia legati alla disoccupazione è comune trovare suggerimenti su come superare con successo un colloquio. Buoni consigli che aiutano a mantenere i nervi saldi durante la selezione sono sempre utili, tuttavia, esiste un aspetto più trascurato, ma molto sentito.

Parliamo della depressione o altri disturbi dello stato d’animo legati alla disoccupazione o all’impossibilità di trovare lavoro.

Si tratta di un dato neanche troppo sorprendente. Studi come quello condotto da Barbara J. Jefferis della University College London confermano la disoccupazione e la ricerca frustrata del lavoro come causa diretta della depressione maggiore.

Il primo campanello d’allarme di questa condizione si avverte quando il semplice gesto di dover compilare i nostri dati diventa motivo di stress. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Ragazzo scrive al portatile davanti a panorama cittadinoAnsia e stress da ricerca del lavoro, una realtà comune

Che la ricerca di un lavoro provochi una certa ansia e stress è normale. Li avverte chi ha appena terminato gli studi e si trova a compilare un Curriculum Vitae in cui ha più peso la formazione che l’esperienza. Li prova anche chi, più maturo e con più esperienza, si trova gettato in uno scenario caotico, opprimente e pieno di incertezze.

La corsa ai pochi posti di lavoro disponibili spesso ci fanno sostare in eterne anticamere, in attesa che ci venga offerta un’opportunità. L’Università di Chicago ha condotto uno studio pluriennale su un campione di 282 persone. Il dato emerso conferma che quello che sai o che sai fare” conta meno di “chi conosci” nell’ottenimento di un posto di lavoro.

Questa triste realtà è già da sola in grado di gettarci nell’impotenza e nello sconforto. È molto frequente, quindi, che la ricerca di un lavoro, indipendentemente dall’età o la formazione del candidato, sia vissuta con un alto carico di stress. Il tempo che passa, il telefono che non suona e gli insuccessi alimentano la frustrazione e intensificano l’ansia. 

Indicatori associati allo stress da ricerca del lavoro

Vediamo quali comportamenti, pensieri o situazioni caratterizzano chi soffre di ansia e stress da ricerca del lavoro:

  • Mancanza di fiducia di fronte a qualunque offerta di lavoro, scritta o ricevuta.
  • Sensazione di incertezza via via più difficile da affrontare o sopportare.
  • Tendenza a rimandare l’invio del Curriculum.
  • Ansia nella compilazione dei moduli per la richiesta di lavoro.
  • Demotivazione quando si tratta di partecipare a un processo di selezione, dovuto a insuccessi precedenti.
  • Si comincia a dubitare gradualmente delle proprie capacità professionali e personali.
  • Spesso nemmeno l’ambiente aiuta. La famiglia e gli amici possono proiettare in chi cerca lavoro scarse speranze e negatività.

Ragazza scrive al cellulareCome superare lo stress da ricerca del lavoro?

Partiamo dal principio che siamo tutti competenti, validi e meritiamo non solo un posto di lavoro, ma un buon posto di lavoro. Potremmo certamene dire che bisogna essere creativi, che invece di cercare un impiego dovremmo offrire le nostre risorse e la nostra capacità di innovare, che bisogna creare lavoro e non cercarlo. Tutte buone idee, che però si scontrano con una realtà ben diversa.

Come è possibile dare il meglio di noi stessi se non stiamo bene psicologicamente? Le continue delusioni si sommano e creano un tunnel da cui è difficile intravedere la luce. In questi casi non valgono le formule magiche: conta più un aiuto professionale e specializzato.

La terapia cognitivo comportamentale ci permette di riorientare il nostro dialogo interiore, di rompere con il pessimismo e alleviare la sensazione di fallimento. Ci aiuta anche a sviluppare le migliori competenze per creare nuovi comportamenti, atteggiamenti con cui affrontare il mercato del lavoro con più idee, forza e spirito battagliero.

Insieme al sostegno psicologico, è sempre bene interiorizzare alcune idee semplici ma potenti:

  • I pensieri negativi frenano le opportunità.
  • È necessario cambiare atteggiamento mentale.
  • Occorre avere cura di noi stessi, nutrirci: lo sport, la lettura, il buon cibo sono indispensabili.
  • È altrettanto indispensabile poter contare su un buon sostengo sociale, evitando le persone che ci opprimono con il loro pessimismo e disfattismo.
  • Anche la mindfulness può essere un buon strumento per sviluppare la piena attenzione, per gestire meglio le nostre emozioni.

Infine, ma non meno importante, per combattere lo stress da ricerca del lavoro, bisogna essere creativi e proattivi. A volte nei momenti più bui nascono le idee e i progetti più luminosi.