Uomini e donne hanno un’intelligenza diversa?

24 giugno 2015 in Curiosità 3 Condivisi

Secondo numerosi studi, l’intelligenza generale di uomini e donne è molto simile. Tuttavia, se facciamo riferimento a capacità specifiche, la situazione cambia radicalmente: i dati indicano differenze rilevanti e sistematiche nelle capacità verbali, numeriche e visivo-spaziali di uomini e donne. Le donne ottengono un punteggio maggiore degli uomini nei test di attitudine verbale, le prove in cui la cosa più importante è il linguaggio. Gli uomini, invece, spiccano soprattutto nell’ambito numerico e spaziale (che viene valutato attraverso esercizi di visualizzazione e rotazione mentale).

In ogni caso, per quanto riguarda la capacità di gestire le informazioni, numerosi studi indicano che non ci sono reali differenze tra i sessi. Secondo uno studio di Deary et al. (2007), condotto su coppie di fratelli uomo-donna, le donne tendono ad essere migliori negli esercizi di associazione di parole, comprensione e velocità di codifica. Gli uomini, al contrario, ottengono punteggi migliori nei test scientifici, aritmetici, di comprensione meccanica e informazione elettronica.

Queste differenze potrebbero anche essere dovute a fattori culturali o educativi. Feingold (1988) ha svolto degli studi al riguardo, per analizzare se le differenze tra uomini e donne sono le stesse in tutte le generazioni o meno. I risultati indicano che queste differenze tengono a diminuire nelle generazioni più giovani, e probabilmente questo è dovuto al fatto che oggi l’educazione di uomini e donne è sempre più equiparabile.

Sempre a sostegno dell’ipotesi della variabile culturale ed educativa, bisogna sottolineare che esistono differenze anche all’interno degli stessi gruppi. Questo significa che non si può affermare che il fatto di essere uomini o donne ci renda più portati per un compito o per un altro, perché esistono sempre delle variabili. La maggior parte degli individui rientra nella media, che è la stessa per gli uomini e per le donne. La differenza risiede nella dispersione: i dati attuali sull’intelligenza indicano che esiste una percentuale maggiore di uomini con un’intelligenza superiore alla media e anche una percentuale maggiore di uomini con un’intelligenza minore rispetto alla media, mentre nel sesso femminile questa tende a essere più omogenea.

Un altro dato che va tenuto in considerazione nell’analisi del contesto è il cosiddetto “effetto Flynn”, che consiste nel costante aumento del punteggi di intelligenza generale con il passare delle generazioni. Questo fenomeno, osservato a livello mondiale, è stato constatato per la prima volta negli Stati Uniti tra gli anni Trenta e Ottanta del Novecento. In seguito, sono state realizzate analisi sistematiche in altri paesi ed è stato dimostrato che, indipendentemente dalla sua provenienza, una persona di 50 anni che nel 1942 aveva ottenuto un punteggio superiore rispetto al 95% della popolazione, nel 2000 risultava superiore soltanto al 25%.

Come abbiamo indicato in precedenza, questi risultati potrebbero essere dovuti al miglioramento della nutrizione, dell’educazione e degli stimoli cognitivi. Ma mentre Feingold aveva dimostrato che le differenze tra i sessi diminuiscono con il passare delle generazioni, i dati ottenuti da studi come quello di Teasdale e Owen (1989) dimostrano che l’ipotesi dell’importanza dell’educazione non è sempre valida. Anche nei livelli educativi più bassi, infatti, si produce un costante aumento del livello di intelligenza con il passare del tempo.

Per quanto riguarda l’effetto Flynn, uno dei fattori che potrebbe causarlo è il miglioramento della nutrizione e il suo effetto nell’evoluzione generazionale, anche se i risultati ottenuti dimostrano che questo non è sempre vero. Diversi autori, tra cui Eysenck e Schoentale, hanno analizzato questo problema e hanno determinato che:

– I livelli di vitamine, minerali e proteine nei bambini sono indispensabili. Un livello basso di vitamine e minerali riduce il livello di intelligenza nei giovani.

– Gli integratori di vitamine e minerali sembrano aumentare in modo significativo l’intelligenza non verbale nei giovani.

– Gli effetti sono maggiori quanto più piccoli sono i bambini che ricevono questi integratori alimentari.

Questi integratori però non hanno effetti nei bambini che già assumono un livello adeguato di vitamine e minerali. Inoltre, l’effetto si può osservare solo dopo più di un anno.

– La mancanza di vitamine e di minerali hanno la stessa importanza nella resa intellettiva.

Ma che cosa significano questi dati? Come possiamo analizzarli in modo critico? E, inoltre, stiamo davvero misurando l’intelligenza nel modo corretto? L’intelligenza è un concetto artificiale e misurabile? Oggi gli esperti ritengono che non abbia molto senso parlare di un'”intelligenza generica”, ma piuttosto di un’insieme di intelligenze multiple che ci permettono di adattarci alla vita e di evolverci. Tutte sono importanti e non devono essere sottovalutate.

L’intelligenza analitica e logico-matematica è importante per raggiungere buoni risultati accademici e in campo lavorativo; ma anche l’intelligenza creativa, musicale, verbale, artistica ed emotiva sono indispensabili per il nostro sviluppo personale e umano. Di fatto, solitamente si eccelle in un campo o in un altro, ma non a livello globale.

Riassumendo, è chiaro che ognuno di noi tende a essere più bravo in un certo ambito e che l’intelligenza non è qualcosa di predeterminato e immodificabile: tutti possiamo scoprire quali sono le nostre potenzialità e favorire lo sviluppo e la crescita delle nostre abilità, indipendentemente dal nostro sesso e condizione sociale.

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