Come cerchiamo di celare le nostre emozioni?

· 12 agosto 2016

Quando proviamo delle emozioni che consideriamo “negative”, molto spesso assumiamo comportamenti o atteggiamenti che hanno l’obiettivo di celare quello stato emotivo. Si tratta di una strategia che le persone usano spesso e che può funzionare molto bene a breve termine, perché dà sollievo e ci libera dei sintomi fisiologici più fastidiosi che accompagnano le emozioni.

Il problema, però, si presenta a lungo termine, quando quella soluzione si rivela solo una toppa applicata frettolosamente, in preda al bisogno di zittire quell’emozione. Sono proprio questi comportamenti i responsabili del fatto che il problema continui ad esistere, nascosto dentro di noi, e che il fragile muro che abbiamo costruito crolli quando meno ce l’aspettiamo.

Le azioni che dovevano servire a “neutralizzare” le emozioni, in realtà agiscono da rinforzo negativo; ed è forse proprio per questo che continuiamo a utilizzarle e a farci del male, perché sappiamo che, in realtà, non ci aiutano.

Alcuni esempi di questi comportamenti possono essere il fatto di mangiare in modo compulsivo dopo una crisi d’ansia, di chiamare disperatamente il nostro partner quando siamo in preda ad un attacco di gelosia, assumere droghe o scommettere grandi quantità di denaro.

La tolleranza alle emozioni

In psicologia di solito si cerca di spiegare al paziente che comportamenti di questo tipo, oltre a generare pensieri negativi, in realtà permettono che il problema sopravviva e si rafforzi, sia in superficie sia in profondità. Finché non smetterà di reagire in questo modo, quindi, il danno emotivo difficilmente si curerà, e il dolore e la sofferenza non si placheranno mai.

Le persone spesso rifiutano questa teoria perché fanno fatica a tollerare le emozioni, a lasciarle stare, a provarle appieno. I sintomi di certe emozioni possono essere così sgradevoli che facciamo tutto il possibile per evitarli, anche se siamo consapevoli che, a lungo termine, ci ritroveremo in una situazione ancora peggiore.

Gli esseri umani, infatti, sono degli edonisti a breve termine: questo significa che cercano di eludere il dolore e di ottenere il piacere o la gratificazione immediata, costi quel che costi, senza riflettere sulle conseguenze.

ragazza fame ansiosa

Per esempio, ci sono persone che, quando devono fare i conti con una situazione problematica, diventano molto ansiose, perché la interpretano in modo esagerato e credono che sia terribile e insopportabile. Per coprire quest’ansia, quindi, mangiano fino a scoppiare.

È evidente che abbuffarsi non risolverà il loro problema o quella situazione. Anzi, se la persona si abitua a reagire sempre così, ben presto avrà un altro problema.

Tollerare una sensazione di ansia intensa in quel momento sembra più complicato dell’alternativa, di trovare una soluzione immediata, senza pensarci troppo. Di fatto, chi si abbuffa per contrastare l’ansia, di solito inizia ad aprire il frigorifero o gli armadi in cerca di qualcosa da mettere in bocca ancora prima di rendersi conto di ciò che sta facendo.

L’ideale sarebbe stato optare per un’attività alternativa contro l’ansia, per esempio respirare profondamente, analizzare bene il problema, cercare delle soluzioni o delle alternative, pensare in modo razionale e portare a termine il proprio progetto, cercando di accettare il fatto che possiamo sentirci ansiosi.

L’ansia è un’emozione che, a livello fisiologico, agisce come una curva: aumenta fino ad arrivare a un picco a partire dal quale inizia a scendere, sempre se non la blocchiamo con una di quelle “toppe” di cui stiamo parlando.

Alcuni modi di celare le emozioni

A tutti è capitato qualche volta di celare un’emozione per soffrire di meno, anche solo per ottenere un certo sollievo momentaneo. Se non si trasforma in un’abitudine, non è una reazione problematica ma, come abbiamo già detto, molte volte può sfociare in un problema ancora più grave: un problema psicologico.

Alcune opzioni a cui ricorriamo per celare le nostre emozioni possono essere:

Il cibo

Il cibo ha un forte potere sulle persone, perché, oltre ad eliminare la sensazione di fame, produce piacere.

D’altra parte, un’abbuffata, soprattutto di cibo dolce e grasso, può farci credere che siamo riusciti a ridurre o persino a eliminare la sensazione di ansia. Questo può portarci ad assumere l’abitudine di placare le nostre emozioni con il cibo, un comportamento che, ovviamente, può portare a gravi disturbi dell’alimentazione.

donna che fuma

Le droghe

Proprio come il cibo, anche le droghe agiscono sui centri del piacere e della ricompensa, liberando dopamina nel nostro cervello, una sostanza che ci fa sentire bene in poco tempo.

Il tabacco, l’hascisc, l’alcol o le altre droghe funzionano come un potente ammortizzatore emotivo. Le persone che hanno una bassa tolleranza alla frustrazione sono molto propense a cadere in un problema di dipendenza da droghe, proprio per questo motivo.

Il gioco patologico

Come per le attività precedenti, anche il gioco patologico ci dà una sensazione di ricompensa, perché, anche quando perdiamo più denaro di quel che possiamo guadagnare, l’aspettativa di vincere ci mantiene in allerta e motivati, ci distrae dalle preoccupazioni e ci porta ad evadere per quel momento. Se perdiamo, però, il problema può diventare ancora più grande.

Inattività

È una reazione tipica negli stati depressivi. Per evitare di soffrire e liberarsi dallo sforzo, le persone “smettono di vivere”, rimangono inattive in casa, annullano tutti i piani e gli impegni che avevano e, nel peggiore dei casi, devono persino chiedere un permesso dal lavoro. Questo atteggiamento spesso ottiene un secondo “beneficio”, quello del supporto e dell’attenzione da parte di amici e familiari, il che aumenta il suo potere sulla persona.

donna gigante e uomo minuscolo

Mancanza di assertività

Avere un comportamento molto aggressivo o, al contrario, essere sottomessi e cedere a tutto, sono due comportamenti che ci evitano di soffrire per gli altri. L’aggressività ci permette di ottenere che gli altri facciano subito ciò che vogliamo; mentre la passività ci libera dal sentimento di colpa che potrebbe nascere dalla difesa dei nostri diritti.

Ricerca di rassicurazioni

Anche controllare di nascosto il cellulare del partner, assicurarci mille volte di aver spento il gas o farci decine di controlli medici sono comportamenti che hanno l’obiettivo di liberarci dall’ansia per il fatto che ci possa succedere qualcosa di brutto, anche quando non è molto realistico.

Altri comportamenti di questo tipo possono essere il fatto di portare sempre con sé dei medicinali quando non è necessario oppure essere troppo legati ad un amuleto o a dei riti scaramantici.