9 consigli per rafforzare l’autostima in un mese

29 giugno 2017 in Psicologia 1347 Condivisi

L’autostima non si presta, non si trascura e non viene dimenticata nelle tasche altrui. Tuttavia, continuiamo ad essere parte di una società che ha bisogno del rinforzo esterno per affermarsi e continuiamo a dire “sì” con una vocina timida quando dovremmo dire “no” con fermezza. Ci dimentichiamo, quasi senza rendercene conto, che poche cose sono letali come smettere di amare se stessi

Dobbiamo ammetterlo, poche dimensioni psicologiche hanno suscitato tanto interesse, tante pubblicazioni e manuali nel mercato editoriale e della crescita personale come l’autostima. Gran parte di noi conosce concetti, terminologia, strategie e affinate tecniche diffuse da ormai rinomati guru che ci invitano a migliorare la nostra vita di tutti i giorni e a sviluppare il nostro potenziale.

Ma ci riusciamo davvero? Riusciamo realmente ad aumentare la nostra autostima? La verità è che non è così facile. Usciamo di casa dopo aver ripetuto davanti allo specchio frasi del tipo: “Mi voglio bene, sono in grado di fare qualsiasi cosa, niente e nessuno avrà la meglio su di me”.

In poco tempo, ci ritroviamo sulla casella di uscita dai circoli viziosi fatti di pensieri negativi. Ci troviamo a faccia a faccia con l’insicurezza, con la paura di ciò che diranno gli altri e dedichiamo le nostre azioni ad un’instancabile ricerca di approvazione da usare come ossigeno per far respirare momentaneamente la nostra autostima.

Non è facile e non lo è prima di tutto perché spesso abbiamo un’idea limitata di ciò che è l’autostima, perché no, non è sufficiente amare se stessi. È altrettanto importante migliorare e lavorare su dimensioni di base come la percezione della nostra stessa persona, così come sulle interazioni che coltiviamo con chi ci circonda.

Come avrete capito, in un complesso tessuto qual è la nostra identità sociale ed emotiva, ci sono tante cuciture che è necessario rinforzare o anche rinnovare. Vi invitiamo, quindi, a riflettere sulle seguenti strategie che vi proponiamo.

1. Imparate a bastarvi

Il fatto di non sapersi “nutrire”, “prendere cura di sé”, “bastarsi” è una maledizione, una sorta di sortilegio che ci obbliga continuamente a commettere lo stesso errore, ad adottare lo stesso comportamento, a scavare la stessa fossa: cerchiamo negli altri quello che non offriamo a noi stessi.

Se iniziamo un progetto, ci aspettiamo che il partner, gli amici e la famiglia ci sostengano in ogni idea, speranza, obiettivo e proposta. Se non lo fanno, se valutano in maniera negativa qualunque aspetto, abbiamo la sensazione che in fondo vogliano solamente mandare all’aria i nostri piani. A quel punto, possiamo considerarlo un attacco personale.

A che genere di felicità possiamo aspirare con un approccio personale di questo tipo? Ad una felicità fatta di briciole, una felicità che dipende dagli altri e, se non ci danno affetto e certezze, ci ritroviamo ad essere tristi. Più che una felicità, è una condanna all’inferno.
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Dobbiamo essere persone emotivamente autonome, individui che si percepiscono come coraggiosi, validi e degni di aspirare a qualsiasi meta, proposito o obiettivo. In questo modo, soltanto in questo modo, saremo in grado di trovare la parte positiva delle critiche.

2. Evitate le auto-affermazioni positive e generiche

L’abbiamo già anticipato all’inizio di questo articolo: c’è chi non esce di casa senza prima aver seguito un semplice rituale, quello di mettersi davanti allo specchio e di ripetersi frasi positive del tipo: “Mi voglio bene, posso fare qualsiasi cosa, sono bello, nessuno può farmi del male o sono una persona valida”.

È possibile che a più di una persona risulti utile questo rituale o formule simile, ma bisogna avere ben chiaro che queste espressioni generiche funzionano quasi sempre come “calorie vuote”. In altre parole, infondono coraggio per un periodo di tempo limitato, dopo poche ore svaniscono e, così, anche il loro effetto. Sono idee instabili, astratte, che difficilmente rievocano ricordi che fungano da vera motivazione.

Create delle affermazioni personali, intime, che tocchino ogni fibra del vostro essere, al punto di rivitalizzarla come la corda di un violino.
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Ad esempio: “In passato ti hanno fatto del male, ti hanno fatto credere di essere piccolo e insignificante, ma ora che hai curato le tue ferite hai la pelle molto più dura. Ora sei un gigante, il bambino spaventato di ieri è rimasto indietro. Ora nessuno può farti del male”.

3. Create il vostro sistema immunitario emotivo

La scarsa autostima ci rende vulnerabili a molte “lesioni” psicologiche che possono verificarsi nella vita di tutti i giorni, siano esse di piccola o grande portata. Siamo meno resistenti alla frustrazione, al fallimento, le delusioni ci fanno più male, facciamo fatica a gestire l’ansia o lo stress.

  • È necessario creare un autentico “sistema immunitario emotivo”. Così come il nostro corpo dispone di organi, cellule e diversi meccanismi per proteggersi da virus, batteri e possibili infezioni, dobbiamo darci da fare anche a livello psicologico.
  • Si tratterebbe solo di interiorizzare alcun strategie di sensibilizzazione che ci facciano capire l’importanza di adeguati nutrienti che possano rafforzarci, fungere da barriera protettiva e difensiva: l’amor proprio, la fiducia in se stessi, una buona auto-percezione, la positività, la resilienza, il senso dell’umorismo, la capacità di relativizzare, la capacità di saper dire di “no”.

4. L’autostima non si alimenta di sole speranze, ha bisogno di convinzioni

Ci sono persone che, al fine di rafforzare la loro autostima, dicono a se stesse frasi di questo tipo: “Andrà tutto bene, avrò molto successo, otterrò questo, quello e qualsiasi altra cosa io voglia”.

Come già detto, i rinforzi di questo tipo hanno una batteria che non dura a lungo. Dobbiamo capire che quando ci troviamo davanti ad una persona dalla scarsa autostima, non serve a nulla alimentare false speranze, questa persona ha bisogno di convinzioni, di cose concrete, realiste e tangibili.

È necessario, quindi, imparare a “retro-alimentarsi” e in questo senso la cosa migliore da fare è focalizzare lo sguardo sulle proprie competenze, sui propri successi e sulle proprie abilità, in una prospettiva realista.

Ad esempio: “Sono bravo nelle questioni sociali. Ho ottenuto un buon punteggio all’università e ho le capacità per lavorare in quest’ambito. Non ho motivo di sentirmi insicuro perché ho adeguate competenze, non ha senso dubitare di me stesso. Non devo dubitare di me stesso. So quanto valgo e capisco che ho alte probabilità di ottenere quello che voglio, perché in passato ho già raggiunto vari traguardi e successi…”.

5. Accettatevi, siete il regalo più bello di questa vita

Come si può negare una cosa del genere? Da bambini ci hanno guidato, orientato e imposto la magia dell’elogio, dei complimenti, delle pacche sulle spalle o dello sguardo di approvazione. Ci hanno fatto diventare dipendenti dal riconoscimento e dall’approvazione altrui. Sappiamo, inoltre, che se non dovessimo ottenerli, la causa, ovviamente, risiede nei nostri irrimediabili difetti: perché siamo troppo brutti, troppo grezzi, troppo grassi, troppo timidi o troppo incapaci.

Poco a poco ci allontaniamo da noi stessi come se indossassimo la pelle di qualcun altro e non ci sentissimo a nostro agio, un corpo estraneo che odiamo e che ci ripugna.

  • Nel corso della nostra infanzia, non ci è mai venuto in mente di chiederci: “Sono orgoglioso di me stesso? Mi voglio abbastanza bene? Mi accetto per quello che sono?”. Ecco perché arriviamo all’età adulta spesso disorientati e frustrati, senza sapere dove guardare, se verso fuori o dentro di noi.
  • Se desideriamo  davvero migliorare e aumentare la nostra autostima, allora c’è una cosa da fare: dobbiamo accettarci nel corpo e nell’anima, dobbiamo fare questo salto e capire che, in realtà, siamo la cosa più bella di questa vita. Non c’è motivo di vergognarsi per il fatto di pensarla in questo modo. Niente è più importante che avere questo corpo che ci permette di andare avanti, di sentire, di sperimentare; niente è più dignitoso di questa mente, di questa pelle e di questo cuore che merita di amare, di essere amato e di sentirsi incredibilmente forte e bello.

6. Esplorate, cercate, indagate

La scarsa autostima ci relega nei confini della zona di comfort, nelle fondamenta dell’immobilità e nelle stanze buie della paura. Ci sussurra che è meglio non provare, non rischiare e non esplorare perché molto probabilmente finiremo per commettere un errore o falliremo davanti agli altri.

  • Se desideriamo davvero percepire dei cambiamenti reali e fattibili in un mese, dobbiamo darci da fare: esplorare, cercare, indagare.
  • Non c’è bisogno di essere del tutto al sicuro da qualcosa per “provare” cose nuove, bisogna correre il rischio e improvvisare con maggior frequenza, lasciandosi trasportare dal principio dell’intuito e dal senso di piacere, più che dall’ombra della paura e della preoccupazione.

Dietro alla realtà e a tutto quello che ci circonda si nascondono cose, persone e situazioni davvero piacevoli che meritano di essere scoperte.

7. Trovate un equilibrio tra la ragione e l’intuito

Le persone con scarsa autostima hanno una tendenza smisurata a razionalizzare qualsiasi cosa. “Se lo faccio, potrebbero pensare male, devo fare questo perché si rendano conto che ne sono capace”, “Questa cosa meglio evitarla perché potrei fallire, è meglio che stia zitto, che non dica quello che provo e che mi comporti come se non fosse successo nulla”.

  • Questa razionalizzazione, meglio ossessione, di analizzare ogni dettaglio, al punto di prevedere cosa potrebbe succedere e cosa no, spesso ci porta a vivere situazioni di ansia distruttiva.
  • Dobbiamo recuperare l’olfatto, l’udito e il gusto delle nostre emozioni e darci il permesso di abbandonare la paura e l’insicurezza.

Corriamo il rischio di assaporare la sensazione di dare la priorità a noi stessi, di considerarci la cosa più importante nella vita di tutti i giorni e di alimentarci come meritiamo, senza troppe catene, prigioni o reticenze.

8. Auto-elogiarsi di tanto in tanto è una buona idea

Gli auto-elogi sono necessari e molto utili per aumentare la propria autostima. Tuttavia, bisogna fare attenzione a una piccola sfumatura: non dobbiamo concederci elogi alla leggera o in maniera esagerata, ma solo quando abbiamo fatto bene qualcosa, qualcosa di cui siamo davvero orgogliosi.

  • “Oggi sono stato capace di dire a quella persona che non andrò alla sua festa di compleanno” → Sono orgoglioso di me perché riesco ad essere coerente con ciò che desidero e ciò che faccio.
  • “Oggi sto bene con me stesso perché sono riuscito a portare avanti il mio obiettivo nonostante nessuno avesse fiducia in me”.

9. Ricompensatevi ogni giorno, lo meritate

È possibile che nella vita di tutti i giorni dedichiate ogni sforzo, pensiero o energia possibile a ricompensare gli altri, ad aiutarli, a semplificare loro la vita, ad adattarvi ai loro programmi, alle loro aspettative, a ciò che vogliono da voi.

Questo stile di vita a lungo andare può regalarvi solo una cosa: la sofferenza.

Perciò, cari lettori, per migliorare l’autostima e iniziare a vedere dei cambiamenti reali in un mese, imparate a ricompensarvi ogni giorno in modi diversi:

  • Regalatevi del tempo solo per voi.
  • Uscite a fare una passeggiata, a correre, a camminare in mezzo alla natura.
  • Offritevi una tazza di caffè e iniziate un dialogo interiore in cui stabilire quali sono le vostre priorità.
  • Regalatevi un libro, una piccola fuga, un’ora di silenzio e solitudine.
  • Ricompensatevi ogni giorno dimostrandovi coerenti con i vostri desideri e le vostre azioni.
  • Regalatevi belle persone nella vita e mettete da parte quelle che vi fanno sentire a disagio, quelle che infilano spine nella vostra autostima.

In conclusione, siamo consapevoli del fatto che riparare e curare i frammenti di un’autostima ferita o spezzata richieda tempo. Tuttavia, un’impresa simile ha bisogno di due componenti fondamentali: la volontà e la perseveranza. Poco a poco, troverete una dimensione ideale in cui, attraverso le giuste distanze e la fiducia in voi stessi, potrete amarvi un po’ di più, senza paura, sensi di colpa o preoccupazioni. La strada per arrivare a questo punto è già di per sé molto importante e soddisfacente.

Riferimenti bibliografici

– Nathaniel Branden (2006), I sei pilastri dell’autostima. Milano: TEA

– Luis Rojas-Marcos (2008), Ma chi mi credo di essere. L’autostima. Nostra forza segreta. Milano: Marco Tropea Editore

Immagini per gentile concessione di Katrhin Honesta

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