Cos’è la bioneuroemozione e a cosa serve?

· 11 dicembre 2015

Come afferma Enric Corperá, direttore dell’Istituto Spagnolo di Bioneuroemozione, “la bioneuroemozione studia il significato biologico dei sintomi che si manifestano nel nostro corpo, partendo dal presupposto che in natura tutto è informazione e, in qualche modo, quest’informazione si stabilisce attraverso l’apprendimento a livello incosciente”.

La bioneuroemozione indaga il modo ottimale come entrare nell’inconscio per modificare l’apprendimento, tramite la gestione delle emozioni. È ciò che Enric Corberá chiama “Arte del disimparare”.

“Ci ammaliamo in modo incosciente,
ne prendiamo coscienza e ci curiamo in modo incosciente.”
-Enric Corberá-

Dietro ogni emozione c’è, quasi sempre, una convinzione che ci obbliga ad agire in un certo modo. Per questo è importante trascendere tale convinzione, se vogliamo curare la nostra vita.

Una delle basi della neurobioemozione è la ricerca dei pensieri irrazionali per curare le emozioni da essi prodotte. In questo consiste la Terapia Razionale Emotiva, creata da Albert Ellis.

Ellis parte dal presupposto che lo stato emotivo è causato dalla nostra interpretazione degli avvenimenti, e non dagli avvenimenti stessi. Se siamo capaci di modificare le nostre convinzioni e i pensieri irrazionali, saremo capaci anche di creare uno stato emotivo meno doloroso e più razionale.

Nella pratica, Albert Ellis lavora con 11 convinzioni irrazionali, le seguenti:

1. Ho bisogno di essere amato e di avere l’approvazione delle persone importanti;
2. Devo raggiungere il successo e non commettere errori;
3. Le persone che non si comportano nel modo giusto devono essere incolpate e castigate;
4. Le cose devono andare come io credo che debbano andare, altrimenti è un disastro;
5. L’infelicità umana è causata da agenti esterni, io non la controllo; quindi non posso gestire la mia sofferenza e le mie preoccupazioni;
6. Devo preoccuparmi e controllare tutto ciò che c’è di pericoloso o minaccioso intorno a me;
7. Posso essere più felice se evito le difficoltà e le responsabilità della vita, invece di affrontarle;
8. Abbiamo bisogno di fidarci e dipendere da qualcuno più forte di noi;
9. Il mio passato è la causa di ciò che sono oggi, continua a influenzare i miei sentimenti e i miei comportamenti attuali;
10. Devo preoccuparmi degli altri quando hanno un problema, ed essere triste quando loro lo sono;
11. Ogni problema deve avere una soluzione ideale, e non raggiungerla è un disastro.

Tutte queste convinzioni ci sottomettono alla tirannia dei “devo” e i “dovrei”, che indicano che stiamo agendo solo perché ci sentiamo obbligati e non perché vogliamo fare certe cose, e questo produce emozioni negative.

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Come funziona la bioneuroemozione?

La bioneuroemozione utilizza tre tecniche per trovare l’informazione appresa e, se possibile, cambiarla. L’informazione viene cercata in tre diverse zone cerebrali:

L’età cronologica. Si analizzano i conflitti della persona nell’arco della sua vita, fino a trovare la situazione scatenante.

Il progetto/senso. Si tratta del periodo di vita di una persona che va dai nove mesi che precedono il suo concepimento fino ai tre anni. Si analizzano i conflitti vissuti dai genitori in quel lasso di tempo.

– L’albero genealogico. Si studiano le date di nascita e decesso, malattie e professioni dei familiari, per trovare similitudini e capire da dove e da chi proviene la situazione scatenante.

“Chi non conosce la sua storia, è condannato a ripeterla.”
-Napoleone Bonaparte-

Dopo aver impiegato queste tecniche, verrà alla luce la connessione tra l’emozione che proviamo e il malessere che sentiamo.

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Quando scopriremo la connessione emozione-malessere, passeremo a uno stato di quarantena in cui la nostra mente lotterà per non disimparare, e noi rifletteremo per riuscire a farlo. Una volta disimparata la convinzione e sconfitta l’emozione che questa produce, la nostra malattia non avrà più una causa, e normalmente svanisce.

Come si può raggiungere l’inconscio?

Per arrivare all’emozione che ci produce quel malessere, è necessario scavare nella nostra mente facendoci una serie di domande:

Dove? Come? Chi? Quando? – Con queste domande stabiliamo il momento in cui si è creata l’emozione che ci sta facendo male.

Che cosa vi dite dentro di voi in quel momento?
Che cosa sentite quando ci pensate?
Che emozioni sperimentate?
In che parte del corpo le sperimentate?
Che cosa non avete detto in quella situazione?

Con queste domande, troveremo la connessione tra l’emozione e il malessere, e in questo modo potremo disimparare e curare il nostro corpo.

Che cosa significa disimparare?

Disimparare significa dimenticare qualcosa che abbiamo imparato. È necessario svuotare la mente da quello che abbiamo appreso, per lasciar entrare cose nuove.

Disimparare significa eliminare le connessioni tra alcune delle nostre emozioni e la nostra malattia, che ci stanno facendo del male a livello fisico e ci impediscono di curarci.

“Le convinzioni hanno il potere di creare e distruggere. Gli esseri umani hanno un’impotente capacità di prendere qualsiasi esperienza della loro vita e trarne un significato che può bloccarli per sempre o salvare letteralmente la loro vita.”
-Tony Robbins-