Sono una donna intera, non ho bisogno della dolce metà

· 23 marzo 2016

Siamo donne intere e siamo stanche di sentirci dire che dobbiamo trovare la nostra “dolce metà”; che il tempo stringe o che corriamo il rischio di rimanere zitelle. No, no, e ancora no. Una donna non ha bisogno di un partner per essere una persona valida e completa.

Come disse Helen Fisher, “legarsi a un altro essere umano è un impulso che nacque in noi quattro milioni di anni fa”. Ma le mele sono fatte per essere mangiate, non per completarci. Credere alla storia della metà mela ci fa sentire persone incomplete e ci obbliga ad andare alla ricerca di qualcuno che si incastri alla perfezione con noi.

Possiamo vivere con chi vogliamo, ma dev’essere una scelta, non una necessità. E dobbiamo tenere in conto che l’arte di convivere è ancora più complessa dell’arte di innamorarsi.

Consiglio di sopravvivenza

Non devi avere bisogno di nessuno.

Ma devi amare.

Amare molto.

Amare al di sopra delle tue possibilità.

-Intranerso-

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Per essere felici con qualcuno, bisogna prima essere felici da soli

Amare non significa possedere, ma rispettare. E la prima persona da amare siamo noi stessi. Se non troviamo il nostro posto nel mondo, non saremo in grado di godere delle nostre relazioni in modo maturo.

Ciò significa che la maturità ci aiuta a scegliere meglio chi vogliamo al nostro fianco, e allo stesso tempo ci aiuta a portare avanti relazioni costruttive che ci permettano di superare gli scogli che ogni coppia incontra nel suo percorso di vita insieme.

Dobbiamo quindi aspirare prima a essere grate a noi stesse, e non grate alla persona che ci accompagna. La relazione dev’essere una parte molto importante della nostra vita, ma non una condizione senza la quale non viviamo.

La complessa scelta del partner “ideale”

È impossibile valutare sin dall’inizio se la nostra relazione di coppia è destinata o meno a funzionare. Per questo, molto spesso, solo il passare del tempo ci rende consapevoli del fatto che non possiamo scegliere la persona con cui condividere la nostra vita soltanto perché ci piace, ma per una serie di motivi più complessi.

Ma non preoccupatevi: sarà il tempo a determinare se questi motivi sussistono o meno. Anche se è dura ammetterlo, è impossibile spiegare perché alcune coppie funzionano e altre no. Quello che però possiamo fare è indicare alcuni fattori che garantiscono un buon equilibrio nella coppia.

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Ecco le quattro colonne portanti di una coppia:

1. Intesa sessuale

Entrambi i membri della coppia devono essere d’accordo sul modo in cui vogliono vivere la loro sessualità. Per farlo, ci sono condizioni fondamentali da compiere:

  • Fate tutto ciò che volete fare;
  • Non fate mai qualcosa che non volete fare;
  • Agite secondo i vostri desideri;
  • Non andate mai contro la vostra scala di valori sessuali;
  • Tenete ben presente che ogni persona ha un proprio schema del piacere sessuale.

2. Compatibilità dei caratteri

Il carattere di una persona consiste nel suo comportamento consapevole e auto-regolato. È il mezzo attraverso il quale esprime al mondo la sua personalità.

Si può, quindi, maturare come coppia, ma perché questa coppia sia stabile, è necessario che il cambiamento avvenga in modo unito ed equilibrato. Solo in questo modo si possono coniugare due caratteri diversi.

3. Scala di valori

Le due scale di valore dei due partner devono essere compatibili o almeno bisogna impegnarsi per rispettare gli ideali, le credenze religiose, le abitudini culturali, l’igiene, gli interessi dell’altro.

Accettare ciò che è importante per il partner rappresenta un altro dei punti cardine per la stabilità di una coppia. E quando si parla di rispetto, non esistono “ma” che valgano.

4. Progetti di vita

La quarta colonna portante della stabilità di una coppia è che, oltre ad avere una solida base nel presente, sia orientata in modo positivo verso il futuro.

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Come trasformare una delusione sentimentale nel seme di un processo di crescita personale?

Per trasformare la rottura di una relazione in un motivo di crescita, dobbiamo riuscire ad analizzare le cause che l’hanno provocata e trarne una lezione che ci permetta di crescere nelle relazioni future. Dobbiamo avere ben presente che l’apprendimento non deriva dalla sofferenza, ma dalla consapevolezza del modo in cui soffriamo.

Se siamo capaci di vedere anche il lato positivo e di non lasciarci abbattere da una delusione amorosa, riusciremo a rialzarci pieni di nuove speranze. Per questo è importante che, oltre a prenderci cura della nostra autostima e del nostro amor proprio, evitiamo di commettere gli stessi errori con i nuovi partner.

Dobbiamo scegliere persone con cui ci sentiamo a nostro agio, con cui possiamo essere noi stesse e che non ci facciano pressioni. Ricordate, la persona giusta sarà quella che fa sentire che non potevamo fare scelta migliore.

Riuscire a non perdere la speranza dopo una brutta esperienza non è semplice. Senz’altro, però, oltre a non essere impossibile, è davvero arricchente.

Fonte: El amor al segundo intento, Antoni Bolinches

Immagini per gentile concessione di Daniela Uhligh