È possibile ripartire da zero senza fare del male agli altri?

· 1 dicembre 2015

“Per cambiare la vostra vita fuori, dovete cambiare voi dentro. Nel momento in cui siete disposti a cambiare, è incredibile come l’universo inizi ad aiutarvi e vi da ciò di cui avete bisogno”.

Louise Hay


Partire senza dire niente… Una scelta così idilliaca?

Migliaia di persone optano ogni anno per cambiare la propria vita, abbandonare la propria casa o allontanarsi dalla famiglia. Altre, invece, dubitano se partire o no, in seguito alle responsabilità che hanno, alla paura di ciò che non conoscono o al vuoto esistenziale.

Per quale motivo si sparisce? Come fanno a riscostruire la propria vita quelle persone che non si basano più sul proprio passato? Quali sono le conseguenze di quell’abbandono sui loro cari?

Anche se all’inizio l’idea di “lasciare tutto” e “ricominciare da zero” può essere molto attraente per alcune persone che si trovano in una situazione difficile, in realtà ricostruire una vita intera in condizioni del tutto nuove è tremendamente difficile.

Decidere di adottare un cambiamento così radicale senza lavorare sulle basi della storia o della personalità di una persona non fa che aumentare la sensazione di trovarsi alla deriva e di ripetere gli stessi errori che, in passato, hanno condotto all’infelicità.

I motivi più frequenti per i quali le persone tendono a prendere la decisione di tagliare tutti i legami con il proprio passato sono:

  • Paura del compromesso.
  • Troppe responsabilità (adottate o imposte).
  • Sensazione di vivere una vita senza senso.
  • Non essere a proprio agio con se stessi.
  • Eventi traumatici.
  • Difficoltà familiari.
  • Crisi economica.
  • Ritrovare se stessi.
  • Abbandonare relazioni affettive che non funzionano.
  • Ricerca di emozioni.
  • Desiderio di progresso lavorativo.
  • Riprendere il controllo della propria vita.
  • Ricerca di anonimato, liberarsi delle etichette.
ripartire

Cambiare vita senza abbandonare tutto

“La più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono cambiare le loro vita cambiando le abitudini mentali”

-William James-


Un’alternativa che ha un impatto minore sulla vita dell’individuo, ma che garantisce più stabilità, è cambiare vita senza abbandonare tutto.

Molte persone sentono il bisogno di allontanarsi da tutto, ma non lo fanno e scelgono un cambiamento meno drastico, ma non per questo meno profondo per loro stessi e per l’ambiente che li circonda:

– Hanno gli stessi motivi per intraprendere un cambiamento radicale, ma considerano che ciò non deve implicare per forza l’abbandono totale del loro ambiente lavorativo e familiare.

– Iniziano a esplorare nuove fonti di motivazione e di novità intorno a loro, cercando di svolgere attività diverse, conoscere persone nuove e non frequentare gli stessi posti di prima.

– In campo lavorativo vanno alla ricerca di un miglioramento, cambiamento di settore o la possibilità di una maggiore mobilità geografica. Se ciò è impossibile, possono decidere di cambiare lavoro pur restando sempre nello stesso ambito.

– Di fronte a difficoltà emotive, possono optare per un aiuto professionale che li aiuti individualmente, una terapia di coppia o una terapia di famiglia.

– Se decidono di mettere fine ad un rapporto, mantenere legami emotivi e di responsabilità interrompendo, però, la convivenza, sarà un’opzione più equilibrata per loro e per gli altri.

partire

Il modo in cui si cambia vita ha conseguenze su chi ci circonda

Tutti hanno il diritto di cambiare vita se non sono felici, ma prendere in considerazione i sentimenti delle persone che compongono il loro circolo familiare, sociale e lavorativo può stabilire la differenza tra adottare un cambiamento personale più o meno nocivo per gli altri:

  • Per coloro che vengono abbandonati all’improvviso e senza spiegazioni, l’allontanamento della persona amata può trasformarsi in un evento traumatico.
  • Non iniziano a farsi domande solo sulla partenza, ma anche su se stessi, perché provano un grande senso di colpa e ansia.
  • Non riescono ad affrontare il dolore della perdita in modo sensato e nasce una sensazione di condanna per loro stessi, una sensazione di non riuscire a dimenticare, un irreparabile mistero pieno di dubbi e rimproveri.

Per questo motivo, adottare un cambiamento che implichi l’abbandono totale dei vostri cari senza dare né spiegazioni né il tempo di assimilare e capire, implica un dolore doppio: di chi parte e di chi viene abbandonato.

Cerchiamo quindi di fare meno danni possibili, anche se pensiamo che l’abbandono e la partenza siano giustificati.