Ci si può innamorare di chiunque

· 17 novembre 2015

“Innamorarsi è come buttarsi da un precipizio. Il cervello ti urla che non è una buona idea e che il dolore e la sofferenza irrimediabilmente ti colpiranno. Eppure il cuore è convinto di potersi lanciare, innalzarsi e volare.”

-Marie Coulson-


 

Ci innamoriamo in maniera del tutto incosciente, intuitiva. Non serve risolvere complicate operazioni matematiche né fare l’elenco dei pro e i contro, perché qualcuno ci rubi il cuore.

Il nostro intuito è allenato a non fare troppo caso se ci piace una persona o no, a prendere le decisioni rapidamente. Per questo motivo sappiamo in maniera quasi inconsapevole di essere attratti da qualcuno o che ci potremmo innamorare di una determinata persona.

36 domande per innamorarsi

Lo psicologo Arthur Aron dell’Università di New York, nel 1997 elaborò un test composto da 36 domande grazie al quale affermò che ci si potesse innamorare di uno sconosciuto in 45 minuti, creando intimità.

Il test di Arthur Aron è ricomparso il 9 gennaio del 2015 grazie ad un articolo firmato Mandy Len Catron e pubblicato sul The New York Times; nell’articolo la donna racconta di essersi innamorata grazie al test delle 36 domande di Aron.

L’obiettivo di Aron era quello di creare una situazione di intimità fra sconosciuti al fine di arrivare all’innamoramento. Per far ciò, coinvolse svariate persone, e con il loro contributo riuscì ad individuare le domande capaci di far avvicinare persone che non si conoscono.

Infine, Aron selezionò svariate coppie eterosessuali e fece loro rispondere alle domande, scoprendo che in ogni coppia entrambi i soggetti affermavano di aver raggiunto un grande livello di intimità. Il test si conclude con la necessità che ogni coppia si fissi negli occhi per 4 minuti.

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Perché ci innamoriamo di una determinata persona?

Quando ci innamoriamo di una persona e non di un’altra, è il nostro intuito che ci guida. Intuiamo che quella persona ci piace senza il bisogno di ricorrere alla logica.

Sentiamo semplicemente una sensazione che ci fa vedere con chiarezza che quella è la persona che desideriamo, nessun’altra. Quest’intuizione si basa su due fattori fondamentali, uno psicologico e uno chimico.

Il fattore psicologico che ci fa scegliere una determinata persona è determinato da un sistema di credenze e convinzioni. Generalmente si cercano persone dai gusti affini ai propri, con una visione della vita il più possibile simile alla nostra. Alle volte, cerchiamo inconsapevolmente persone che ci ricordano familiari o amici che ammiriamo per le loro qualità.

Ci innamoriamo di chi solitamente ci gira intorno, ma ad influire è anche la fase in cui ci si trova: è necessario essere disposti all’innamoramento, perché accada.


 

“L’incontro tra due persone è come il contatto di due sostanze chimiche: se c’è una reazione entrambe si trasformano.”

-Carl Jung-


 

 Tuttavia, la nostra attrazione per una persona è anche una questione di chimica. La chimica dell’amore è composta da tutti quei processi ormonali e di neurotrasmettitori che entrano in gioco quando due persone entrano in contatto fisico.

Helen Fisher, ricercatrice del Dipartimento di Antropologia dell’Università di Rutgers, Stati Uniti, sostiene che gli uomini si innamorino più velocemente rispetto alle donne.

Secondo gli studi di Fisher, si è scoperto che negli uomini esiste una maggiore attività nella zona del cervello associata agli stimoli visivi. È per questo motivo che le donne cercano da sempre di piacere agli uomini esteticamente.

Al contrario, è stata individuata nel cervello femminile una più forte attività in tre aree distinte, legate alla memoria e alla capacità di ricordare. Per sapere se un uomo possa essere un buon padre o un buon marito, una donna dove essere in grado di ricordare come si è comportato, cosa ha detto, ecc.

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Perché ci si può innamorare di chiunque?

Aron realizzò il test delle 36 domande proprio per provare come fosse possibile generare intimità tra due persone sconosciute in 45 minuti.

Ogni coppia deve rispondere reciprocamente a tutte le domande del test, le quali sono divise in tre gruppi e sono via via sempre più intime. Nella fase finale del test figurano domande come:

  • Quando è stata l’ultima volta che hai pianto di fronte a un’altra persona? E da solo/a?
  • Dì all’altro qualcosa che già ti piace di lui o lei.
  • Parla di un tuo problema personale e chiedi al partner un consiglio su come lui o lei affronterebbe questo problema. Chiedigli/le anche di descriverti come gli/le sembra che tu ti senta rispetto al problema di cui hai scelto di parlare.

L’esperimento consiste nel rispondere a tutte le domande, arrivando a creare man mano una complicità con l’altra persona, in maniera progressiva. Le domande vanno sempre di più sul piano personale, per cui consentono di conoscere in poco tempo anche gli aspetti più intimi dell’altro/a.

Da questa conoscenza intima e profonda può scaturire l’intimità necessaria per innamorarsi.

Sembrerebbe un metodo accelerato per innamorarsi, eppure si basa proprio su quell’aspetto concreto che ci permette di connettere con una persona e non con un’altra: l’intimità. E l’intimità ci può portare all’amore.


 

“La mia strategia è che un giorno qualsiasi,

non so con che pretesto, finalmente abbia bisogno di me.”

-Mario Benedetti-